Alpi e Prealpi Bergamasche

Grigne - Alpi Orobie

Bibliografia:
Dal Sempione allo Stelvio - CDA
A. Boscacci - Orobie Valtellinesi - Albatros

Valsassina (LC)

Grigna Settentrionale, 2409 m
da Cainallo per il versante Nord. S2 (E/2.2), disl. 1160m, esp. N *****

il bosco per arrivare al rif. Bogani. I primi raggi di sole scolgono la neve sugli alberi

la stupenda traccia di salita di Fabio sulla parete N del Grignone

la Grignetta completamente imbiancata. In fondo la Pianura Padana

Informazioni:
Gita stupenda da fare con neve sicura (assestata) o neve polverosa.
Da Alpe Cainallo salire per sentiero al rif. Bogani (attenzione nei traversi ai pendii sopra). Da qui salire tenendosi sulla dx fino alle rocce sotto la Cresta di Piancaformia da dove si piega a sx puntando il canale che va percorso vs sx evitando il cambio pendio a dx. Da qui per il canalino finale al rif. brioschi in cima.

 

Grigna Settentrionale - Bocchetta della Neve, 2215 m
giro ad anello da Cainallo. S3 (F/3.1), disl. 850m, esp. W-N ***

Dopo due giorni di nevicata, fonti attendibili ci dicono che sono caduti solo 5 cm di neve. Enrico mi coinvolge in questa salita alla Grigna per il Canalone Ovest. Con noi anche Michele, Matteo e Rokka. Qui le prime luci dell'alba

Sul sentiero che parte dal Cainallo i cm sembrano un po' di più. Ci alterniamo al comando per tracciare. Qui Enrico.

Michele avanza sul sentiero, sembra ci siano 30 cm buoni

il gruppo ravana sul pendio che porta alla Bocchetta di Prada

Da qui inizia il traverso fino al Bietti. Qualche dubbio sulla tenuta della neve ci viene...

Arriviamo alla Cappella, fin qui tutto bene

Vado avanti, ci teniamo distanziati, la neve non fa rumori strani

ma i traversi sono veramente esposti. Qui il gruppo e sullo sfondo la Porta di Prada

continuiamo con i traversi, il gruppo segue sgranato

bellissimo scorcio sul Lago di Como

intanto si batte sempre su questo interminabile traverso

in fondo il rif. Bietti. Siamo nettamente in ritardo sulla tabella di marcia.

Caldo tasta gli accumuli che sembrano tenere. La quantità di neve però preoccupa per il canalone ovest

Eccolo qui, tra quei due roccioni a forma di V

in alto ci sono cornici da paura ad aspettarci

vista l'ora tarda, la neve e le cornici optiamo per la più innocua Bocchetta della Neve, passa davanti Michele a battere

Caldo verso la Bocchetta, non sappiamo bene ancora da dove saliremo, intanto saliamo a vedere

il pendio si fa ripido, scegliamo di toglierci gli sci, ci sono accumuli importanti

per un traverso mi faccio legare per evitare di finire trascinato a valle in caso di distacco

risalgo il facile pendio finale che porta alla Bocchetta della Neve

arrivano Matteo e Michele

qui Enrico e Rokka che segue

il pendio nord è vergine, c'è una quantità di neve enorme...penso ai 5 cm...

gioco di luci, accumuli e buchi

Enrico apre le danze, per fortuna si ricorda bene la strada di discesa....

...e di salita. Scalettiamo 10 minuti per recuperare il percorso di discesa più sicuro

non sono buchi..sono crateri !!

scendiamo su polvere in vista del rif. Bogani

ultime curve di goduria...

... prima della fatica finale per battere quei faticosissimi 5 cm di neve !!

Informazioni:
Gita insolita del tipo "ravanata esplorativa" che per noi ha rappresentato un ripiego alla salita del canalone W al Grignone che presentava cornici molto pericolose e innevamento eccezionale. Da fare comunque con neve sicura per il lungo traverso fino al rif. Bietti.
Da Alpe Cainallo salire lungo il sentiero che porta al rif. Bogani (attenzione nei traversi ai pendii sopra). Lasciare a sx le indicazioni per il rifugio e salire a dx per la Bocchetta di Prada (1626m, ripido nel bosco). Andare verso sx scendendo leggermente e raggiungere la Cappella Brigata Garibaldi, quindi traversare (attenzione ai pendii sopra) all'arco roccioso della Porta di Prada. Con continui sali e scendi (bolli gialli) si attraversano diversi canali e pendii ripidi (attenzione) fino al traverso finale che porta al rif Bietti (1719m, 2h con traccia). Continuare a traversare fino a passare lo sperone con mughi che scende dallo Zucchei dei Grottoni. A sinistra si apre tutto il versante W che scende dalla cima del Grignone. Il Canalone W è verso dx delimitato da due torrioni che formano una V. Con condizioni pericolose abbiamo ripiegato sulla più innocua Bocchetta della Neve priva di cornici. Salire sulla costa subito dopo lo sperone suddetto e immettersi in un canalone che scende da sx salendo. Togliere gli sci e salire nel canale a sx per 200m che facilmente porta alla Bocchetta della Neve (2215m).
Discesa: stare sulla sx il più possibile seguendo le paline ed evitando i numerosi buchi, raggiungere il rif. Bogani. Qui piegare a sx e seguire il sentiero che attraversa la zona delle frane delle Lavine (attenzione ai pendii sopra) e raggiunge Cainallo con diversi sali e scendi.

Resegone, 1875 m
da Morterone. S2 (E/2.1), disl. 840m, esp. NE ***
 

Il Rif Azzoni dalla cima. A sx il versante nord verso Morterone

Informazioni:
C sono due motivi per farla: il primo è che dalla cima si gode di un panorama magnifico sulla fredda pianura addormentata, il secondo è che dopo una bella nevicata per chi abita nella pianura addormentata è una salita dietro casa. Gita da fare subito dopo una bella nevicata.
Da Morterone salire in direz. SW, seguire il sentiero tra i faggi (n.16). Alla sorgente Forbesette (q.1378m) seguire il sent. 17 in direz. S-SE e aggirare uno sperone che scende dalla vetta. Entrare nel vallone che sale alla vetta. Per la discesa si può optare per una sciata un po' fuori dal bosco stando più a dx rispetto all'itinerario di salita e puntando alla radura del Passo del Palio (traliccio). Da qui volgere vs N-NW verso Morterone.

 

Val Brembana (BG)

Monte Valrossa, 2550 m
da Carona per il Vallone dei Frati. S2 (E/2.2), disl. 1430m, esp. NW ****

il Vallone dei Frati

Informazioni:
Gita molto bella con discesa di soddisfazione su pendii regolari a 30-35°. Condizioni sicure.
Da Carona seguire la strada che porta al rif. Calvi. In vista dell'evidente Vallone dei Frati (ca. 1560m) salire alla diga del Lago della Val dei Frati, oltrepassare la teleferica e salire lungo la sponda dx or. del lago. Salire il vallone su pendenze regolari di 30-35°. Al colle piegare a sx e si è in cima. La discesa è da libidine. Bella anche la strada che quando è ben innevata permette di scendere a mo di rally (okkio alle persone !)

 

Monte Cabianca, 2610 m
da Carona in traversata per il Vallone dei Frati. S2 (E/2.2), disl. 1490m, esp. NW-NE ****

la frazione di Pagliari dopo Carona. Oggi ci portiamo gli sci un'ora fino alla diga per fare il canale NW

attraversando la diga

i pendii che portano alla spalla a sx e al canale NW a dx

salita al canale

salita alla cima

il Vallone dei Frati

dopo la diga dei Frati

stare alti altrimenti ci si imbosca !

Informazioni:
Gita molto bella con discesa di soddisfazione su pendii regolari a 30-35°. Condizioni sicure.
Da Carona seguire la strada che porta al rif. Calvi (possibile pernottamento). Se salite in giornata attarversare la diga di Fregabolgia  e salire per dossi fino sotto al Monte Cabianca. Qui due scelte: o salire sulla spalla che porta alla cresta orientale oppure salire direttamente il canale nord ovest  a piedi che si trova appena a dx del Cabianca e di qui in pochi minuti alla vetta sulla sx (vedi relazione sci ripido). Per la discesa scendere una ventina di metri e risalire al Monte Valrossa, da qui scendere nel Vallone dei Frati. Cercare poi di non perdere il sentiero subito a sx della diga altrimenti vi ritrovate tra ontani e abeti fitti sopra ai salti d'acqua del fiume.

 

Monte Toro, 2564 m
da Foppolo. S2 (E/2.2), disl. 1020m, esp. SW **

il traverso pericoloso e poi la pala finale

Informazioni:
La vicinanza degli impianti non deve far sottovalutare questa gita che deve essere percorsa solo con neve sicura.
Da Foppolo salire a Rovera. Qui prendere la pista a sx e puntare alla pala W del Monte Toro, Raggiunta la cresta scendere per 20 metri e salire in cima.
Discesa: scendere il versante N (attenzione valanghe 300 m sotto la cima) quindi scendere verso la Casera di Valbona. Qui risalire al Passo di Dordona (attenzione valanghe) e scendere sulla sx or. delle piste.

 

Cima dei Siltri, 2175 m
da Castello di Mezzoldo. S1 (E/1.1), disl. 950m, esp. W *

sulla cresta finale

Informazioni:
Gita facile e sicura. Necessario buon innevamento. Si parte da Castello (1300m) e passano per il rif. Madonna delle Nevi si tiene la sx or. della valle fino alla cima.

 

Val Seriana (BG)

Cima di Grem, 2049 m
da Calchera, Gorno. S1 (E/1.1), disl. 1270m, esp. S *

Informazioni:
Gita molto facile adatta per principianti o in caso di pericolo di valanghe. Generalmente quando fattibile molto affollata. Da Calchera (Valle de Riso) raggiungere le Cime Belloro quindi per valloncello con pendenza moderata toccare le baite Casera e Foppelli e raggiungere la cresta S che porta alla cima.

 

Vigna Vaga, 2332 m
da Gandellino. S2 (E/2.1), disl. 1360m, esp. E ***

i pendii che salgono sul Vigna Vaga. Sillo sfondo l'Alben. E' la mia ultima gita prima per partire per Feltre

Informazioni:
Percorso alternativa al frequentatissimo itinerario dalla Val di Scalve. Gita con un buon sviluppo ma mai noioso lungo l'isolata Valle Sedornia. Occorrono buone capacità di valutazione delle condizioni della neve.
Da Tezzi Alti si sale lungo la Valle Sedornia prima sulla dx poi sulla sx or. Si passa davanti alla Baita bassa di Vigna Vaga e si sale in cima da SW. Attenzione i pendii a sx che scaricano.

 

Pizzo Tre Confini, 2824 m
da Lizzola. S2 (E/2.1), disl. 1570m, esp. SW ***

il pendio di costa finale

Informazioni:
Gita con lungo sviluppo (12 km) da effettuare con condizioni sicure.
Da Lizzola si sale tutta la Val Bondione stando sempre sulla sx orografica. Quando la valle si stringe piegare a dx per arrivare alla Baita Sasna dove c'è un pianoro. Da qui si può andare al Monte Sasna oppure piegare subito a sx e puntare il Pizzo dei Tre Confini. E' possibile effettuare questa gita in traversata salendo per la Val Cerviera (1930 m di dislivello da Valbondione)

 

Monte Sasna, 2229 m
da Lizzola. S1 (E/1.2), disl. 971m, esp. NW **

i pendii di discesa

Informazioni:
Gita non molto consigliabile, a meno di non trovarsi già nei paraggi.
Come per il Tre Confini fino alla Baita di Sasna, poi puntare a S per la cima, Discesa lungo la cresta e poi a dx lungo la costa Tabacchi prima del Passo Manina. Discesa poco remunerativa. Gran parte all'ombra.

 

 

Val di Scalve (BS)

Cimone della Bagozza, 2409 m
da Fondi di Schilpario. S3 (E/3.3), disl. 1150m, esp. NW *****

Gita del 30 maggio 2000

Il canale che porta in cima alla Bagozza

Scendendo lungo la parte mediana del canale

Gita del 8 marzo 98

Caldo slaloma tra le chiazze d'erba

Sandro saltando la cornice terminale del canale

Informazioni:
Gita stupenda con uno dei migliori canali facili delle Orobie. Necessaria neve assestata.
Dai Fondi di Schilpario (1261m), salire in direz. E per e attraversare i pianori delle Piazze di S. Antonio, quindi piegare a dx in direzione dell'evidente canale NW che scende dalla Bagozza. Salire fino al colletto (ripido, a volte cornice) e quindi su neve di solito trasformata o su erba salire le pendici E fino in cima. Discesa dal canalone suberba, tratto iniziale può arrivare a 45° quindi pendio regolare sui 35°.
 


Monte Gàrdena, 2117 m
da Fondi di Schilpario. S1 (E/1.1), disl. 860m, esp. S *

salendo al Monte Gardena, sullo sfono il Cimone della Bagozza.

Informazioni:
Gita di introduzione allo scialpinismo. Facile e sicura.
Dai Fondi si continua lungo la strada fino al Rif. Bagozza, quindi si continua nella direzione della strada percorsa vs E fino al Passo Giovetto. Da qui si segue un costone in direz. NW fino in cima.

 

Val Camonica (BS)

Monte Pianaccio, 2180 m
da Grano (Vezza d'Oglio). S1 (E/1.1), disl, 960m, esp. S *

Informazioni:
Gita di ripiego se ci sono condizioni pericolose in giro. Da Grano si segue la strada fino a Corte tagliando qua e là nel bosco. Quindi sul pianoro sommitale andare a dx vs la cima.
 

Val Gerola (SO)

Cima della Rosetta, 2142 m
da Rasura. S1 (E/1.1), disl. 1400m, esp, E ***

dopo una bella nevicata ci ritroviamo per questa facile gita...le nuvole non si sono ancora diradate, saliamo nella nebbia nel bosco. Qui con Mat

ultimi mt alla vetta

ci ritroviamo in vetta con Arno e alcuni on icer che conoscevo solo di fama...Furbo, Ganassa, Fabrizio Righetti...

il cielo si apre, la pala sotto sembra ottima

nuvole sotto, nuovole sopra, riusciamo a vedere dove si curva

neve al ginocchio !!! era tanto che non godevo così

Enri

Roberto

la Dany

fino al Bar Bianco, 600m di goduria bianca

Enri si fa prendere

....un po' troppo, qui immortalato faccia nelle neve

...la neve lo inghiotte....

Mat

oufff

un Rosetta così bello non lo avevo mai fatto

Informazioni:
Bella gita da fare dopo una nevicata, altrimenti mediocre.
 Da Rasura salire fino dove è possibile a Larice in auto. Salire dritti nel bosco seguendo il sentiero che indica la cima, passare il Bar Bianco all'uscita del bosco e puntare alla cima stando sulla sx salendo dello spallone che porta alla cresta finale.

 

Monte Ponteranica, 2372 m
da Pescegallo. S1 (F/1.3), disl. 900m, esp. N ***

Seconda gita SA1. Per fortuna il pendio è a nord perchè intorno c'è della grand'erba !

la Dany, finalmente una gita insieme !

il traversino sotto lo sperone. Facciamo finta che sia pericoloso e attraversiamo uno alla volta....in discesa poi lo abbiamo arato.

verso la vetta il fohn soffia forte...giochi di luce

il pendio finale, la neve più bella

Alessandro, Lorenzo e Thierry

vento forte in cresta, arriva Lorenzo arriva

Alessandro

Thierry

il mio gruppo in vetta...bravi !!

le nostre ombre...tante formichine

AUGURI MATTEO !!! bevi bevi il prosecchino che almeno fai qualche curva !

mi piace lo scialpinismo perchè sto lontano dalle masse ....

Luciano, dopo 20 minuti riesce a capire come fare il nodo per insalamare la bella Sara e portarla in vetta

finalmente si curva un po' !!

Informazioni:
Dal parcheggio degli impianti di Pescegallo salire per la strada fino alla diga di Pescegallo. Poco prima piegare a dx e prendere il vallone davanti sulla sinistra (non quello di dx). Molti dietrofront per salire fino in cima. Dalla selletta salire facilmente alla cima a destra. Gita un po' monotona in basso ma che si riprende per la bellezza dei pendii nella parte alta.

 

Monte Colombana, 2327 m
da Castello. S1 (E/1.2), disl. 1200m, esp. E-SE ***

Informazioni:
Da Castello per sentiero fino a Laveggiolo (chiesa, 1471m), poi per bosco in direzione ovest e seguendo la direzione della cresta verso la cima.

 

Pizzo Mellasc, 2465 m
da Castello. S1 (E/1.3), disl. 1000m, esp. NE ***

Dopo pochi giorni dalla nascita di Anouk, sono con Jack , suo nonno, alla sua prima vera scialpinistica e con Dany, Mat, Luciano e Roberto.

Giornata bellissima. Al parcheggio fa -9°. Per tutta la giornata la temperatura è oscillata tra -10 e -15° !!

lungo la strada della Val Vedrano

Jack sul ponte di attraversamento del torrente

Jack con la Dany, sui pendii a nord

la prima delle mille perteghette che faremo...almeno Jack impara

sul conoide raggiungendo la cascata

attraversando la cascata

salendo sulla cresta finale

Mat raggiunge la vetta

la cima

freddo, pelli che si staccavano e soprattutto stanchezza, io e jack ci siamo fermati poco sotto la cima. Qui si scende, panorama eccezionale.

Jack in discesa, ottimo per una prima volta

ultime curve per questo battesimo di ghiaccio

Informazioni:
Da Castello per sentiero fino a Laveggiolo, 1471m (si può partire da qui con poco innevamento e se strada pulita), poi prendere la strada che entra nella Val Vedrano fino alle baite Grasso (1680m), dopo qualche centinaio di metri attraversare il torrente e salire in direzione nord un conoide, attraversare a destra nei pressi di una cascata quindi verso destra puntare alla cresta che unisce il Piazzo con il Mellasc. Aggirare sotto la cima e raggiungerla da NE.

 

Monte Rotondo, 2496 m
da Ravizza. S1 (F/1.1), disl. 1200m, esp. E ***

Informazioni:
Da Ravizza (spesso occorre lasciare l'auto prima) salire per il bosco in direz. E nel Vallone di Pai, quindi risalirlo sulla sx orogr. fino a q. 2000 ca e prendere la direz NW (Pizzo Stavello) fino al pendio NE che scende dal Monte Rotondo, salire quest'ultimo e percorrere l'ultimo tratto di rocce che portano in cima.

 

Valle del Bitto di Albaredo (SO)

Monte Lago, 2353 m
da q.1100 str. Passo San Marco. S1 (E / 1.3), disl.1250m, esp. E **

Salendo fuori dal bosco. Luciana e Guido.

I pendii sommitali

Informazioni:
Seguire la strada per il Passo San Marco (o tagliare i tornanti) fino a Corte Grassa, quindi a Corte Grande, si continua con un ampio semicerchio vs dx sotto il M. Lago. Salire lungo la cresta W. Attenzione ai ripidi pendii vs SW, pericolo valanghe.

 

Pizzo di Val Carnera, 2116 m
da q.1130 str. Passo San Marco. S1 (E / 1.3), disl.1200m, esp. NE **

Paolo e Sonia dicono nel loro sito "a torto poco frequentata" adesso scopriamo perché.

sulla via Priula, scendiamo qualche tornante sci in spalla al ponte

proseguiamo togliendo e mettendo gli sci una decina di volte su questo bel sentiero sali e scendi

qualche dubbio, qui si sale a sx

le prime radure, solo tracce di animali

qui si attraversa un torrente e si sale su gobboni di neve

gita da fare con tanta tanta neve

passiamo sotto il venerendo Abete Bianco di Vesenda (150 anni dice il vecchio cartello, magari ne ha 200)

finalmente pendii sciabili, siamo a metà gita

arrivando alla radura di Alpe Vesenda Alta

le baite completamente sommerse

Mat

Oli sui pendii che portano al Pianone di Vesenda

Jack ci segue assaporando la polvere della discesa

il Pianone che porta al colle. A sx il Pizzo di Val Carnera, oggi non raggiungibile per troppa neve

Caldo sale doooolcemente il pendio carico

tutti insieme al colle

il Pizzo sullo sfondo

neve da favola tutta da sverginare

Bertrand

Dany, oggi in forma strepitosa

Oli aggressivissimo

incredibile Jack

Ivan l'acrobata

sci in spalla, ci attende un'altra bell'ora di cammino per il ritorno

ultimi pendii per arrivare alle auto.

Informazioni:
Gita che comporta un ora buona di saliscendi nel bosco per arrivare all'inizio della gita. La sua bellezza è data dagli ultimi 400 m sciabili e dall'ambiente isolato.
Dopo Albaredo, superato il primo tornante parcheggiare e salire a dx lungo la via Priula. Continuare dritti quindi scendere un paio di tornanti fino a passare un ponte. Qui a dx nel bosco, prendere ancora a dx per un secondo ponte e salire al Dosso Chierico. Qui prendere il sentiero che scende a dx. Continuare per un bel pezzo fino ad arrivare ad un bivio segnato. Prendere il sentiero a sx che sale e continuare fino ad una radura, passare il fiume a dx e salire nel bosco a dx all'abete bianco di Vesenda (150 anni).  Continuare verso sx e uscire in una radura alle baite di Alpe Vesenda Bassa (1457m). Qui salire nel bosco dietro le baite fino all' Alpe Vesenda Alta (1647m). Continuare in terreno aperto al Pianone di Vesenda e quindi puntare al canale ripido che porta al colle (2030m) a dx del Pizzo di Val Carnera.

 

Val Tartano (SO)

Monte Tartano, 2292 m
da Tartano. S2 (E / 2.2), disl. 1150 m, esp. N ***

la salita piatta lungo la Val Corta

la testa della valle dove sulla sx ci sono le cascate

Caldo: "mmmmh....mi sa che bisogna salire di lì"

Davide: "io quasi quasi me la filo"

Sabrina:" io intanto mi bevo un goccio"

tre sistemi per salire una cascata: Sabina sci ai piedi, Luciano ravana ai lati con la neve alle palle, Caldo sale a piedi

il sistema di dietrofront di Luciano: infilato coda a monte ramo in mano

Caldo e Sabina sul secondo pezzo della cascata, sci ai piedi, neve al ginocchio

Ivan e Luciano nelle ultime curve

Caldo, Sabina e Ivan nei pressi del Passo Tartano

Sabina esulta per essere arrivata

Informazioni:
Gita di scoperta, poco ortodossa la salita ma bella la discesa. Da Tartano si scende a Biorca e si prende la Val Corta pianeggiante. Si sta sulla dx del fiume sulla Val Budria, pianeggiante ma molto solitaria. In fondo alla valle (cascate sulla sx) si deve cercare la mulattiera che sale sulla dx. In caso di tanta neve è praticamente impossibile se non è tracciata (il che è molto probabile). Noi siamo saliti lungo una cascatina in mezzo ai rododendri e gli ontani, facendo dietrofront tenendoci ai rami. Ad un certo punto si raggiunge la mulattiera che attraversa il pendio e quindi si incontra per forza. Presa la mulattiera vs sx si raggiunge la Casera del Lago e quindi facilmente il Passo Tartano. Da qui un bel pendio di 35° porta nella Val Lunga (neve polverosa). Ci si ricongiunge con la discesa della Cima Lemma. Obbligatori i pizzoccheri di Tartano.

Monte Valegino, 2415
da parcheggio Vallunga. S1 (E / 1.2), disl. 1000 m, esp. N ***

Informazioni:
Gita varia con cresta panoramica finale. Nel bosco lungo la Val Lunga fino alla Casera Porcile, poi ambiente aperto, arrivare ad un intaglio attraverso un traverso (attenzione alla stabilità del manto). Da qui a sx per cresta alla cima, possibile necessario togliere gli sci.

 

Valle del Livrio (SO)

Pizzo Meriggio, 2358 m
da Campelli. S1 (E / 1.1), disl. 1050 m, esp. N **

Gita del 26 gennaio 2005
 

Dopo 3 anni di Nuova Caledonia, oggi ritorno a mettere gli sci sulle Alpi. E' come riniziare da capo ma piano piano tutti i rituali vengono come innati. Per Aurélie è la prima scialpinistica in assoluto !!

Aurélie muove i suoi primi passi con le pelli di foca

i movimenti li ha imparati subito...promette bene

oggi non c'è nessuno, fa molto freddo (-30°C) non penso arriveremo in cima

tutti infreddoliti sulla cresta che porta alla cima. Decidiamo di scendere. La neve è compatta.

la base c'è. Occorre solo lavorarci sopra

Aurélie contenta alla macchina

Gita del 6 gennaio 2008

Ci risamo col Meriggio. E' la cima delle "prime". Questa volta è la prima scialpinistica di Aurélie mamma. Siamo partiti che nevicava ma il tempo ci ha premiato. La strada per arrivare quassù è piena di neve ed è fattibile solo col Forester 4x4. Chi era in macchina con le catene si sono dovuti sciroppare 400 m di strada in +.

il panorama della Valtellina

il Giannello recupera il distacco

polvere polvere

il silenzio della neve appena caduta è sempre magico

la lunga cresta che porta alla cima

the vett !!

resti di Oli dopo un salto

 

Informazioni:
La gita sicura per eccellenza anche se poco sciabile. Frequentata da starni tipi in tutina aderente. Per gli abitanti di Sondrio è un po' come andare al parco. Si sale da Sondrio ad Albosaggia e poi sino Campelli. Si parcheggia al tornante di Le Sore e si sale attraversando il paese di Campelli, si passa un vecchio skilift e poi nel bosco si taglia la strada che sale alla Punta della Piada (antenna), quindi verso SW per cresta sali scendi si sale alla cima

 

Val Venina (SO)

Pizzo Redorta, 3038 m
da Agneda. S2 (F / 2.2), disl. 1800 m, esp. N ****

Informazioni:
Una delle migliori gite delle Orobie. Necessario buon allenamento se si vuole effettuare la gita in giornata, altrimenti è possibile dormire al rif. Mambretti (ritirare le chiavi presso i guardiani della diga di Scais). Normalmente si parte da Agneda (1228m), nei pressi dei tornanti. In caso di molta neve si lascia l'auto a Vedello (1032m). Da Agneda si sale alla diga e di qui a sx del lago fino ad un pianoro con alpeggio (Alpe di Caronno, 1612m). Da qui possibile sia andare su dritti per bosco e prati ripidi fino al rifugio oppure attraversare il torrente e risalire il canale di neve. Dal rifugio entrare nel vallone restando sulla dx salendo, fin sotto la cima (lasciare gli sci). Da qui prendere vs sx il canale + evidente e poi in cresta nevosa fino in cima. Discesa splendida sovente in neve trasformata, indimenticabile. Attenzione dopo abbondanti nevicate.

Pizzo di Rodes, 2829 m
da Gaggio. S2 (E / 2.2), disl. 1800 m, esp. N ****

Informazioni:
Gita lunga, un po' monotona in basso ma con ottimi pendii nella parte alta. Si lascia l'auto a Gaggio  (1018 m) nei pressi della centrale elettrica quindi sci in spalla fino alle baite di Piane (1456 m), si passa davanti al rif. V Alpini (aperto la domenica) e nel bosco fino ad Armisola. Anziché per il vallone siamo risaliti per il sentiero estivo del bosco a sx (ripido). Quindi ci si inoltre nella valle fino ad un pianoro da dove si risale sul canale di sx fino ad arrivare alla bocchetta di S. Stefano (2378m). Qui attraversare vs dx per risalire sulla cresta a dx e quindi in vetta. Discesa splendida fino alle casere al di sopra di Armisola.

 

 

Val Malgina (SO)

Canalone della Malgina, 2621 m
da Baite Campo - Castello dell'Acqua. S3 (F / 3.2), disl. 1640 m, esp. N *****

partenza da Baite di Campo dopo un 20 minuti di strada di montagna per inaugurare il mio bel Forester nuovo. N'è che è proprio bello?

di innevato per ora c'è solo lo sfondo.. che è bello lontano. Una bella oretta con gli in spalla nel bosco non ce la toglie nessuno

tutto d'incanto, come nelle favole, ecco apparire un canalone bellissimo, a goccia cadente come direbbero gli alpinisti di una volta

Il canale deve essere percorso solo quando tutte le valanghe siano già cadute. Per evitare di fare la fine del topo decidiamo di non rischiare di entrare fin da subito nel canalone, non si sa mai che debba cadere l'ultima.

sui costoni sulla dx or. del canalone alla ricerca della traccia migliore

finalmente riusciamo ad entrare nel canalone, qui la neve sembra eccezionale

la Chiara sulle pendici vergini del canalone

l'ultimo tratto prima di arrivare al colle

Caldo alla partenza. Pronto a godere ??

le prime curve promettono bene

le altre promettono meglio !!!!!!!!!

soli su questa striscia perfetta

decidiamo di entrare nell'imbuto non percorso in salita. Speriamo riusciamo ad uscirne da qualche parte

si vede il fondo valle ma non si riesce a vedere se il canale è percorribile

scendendo si comincia a passare su cumuli di valanga

le valanghe che sono cadute hanno formato ora un campo di palle di neve dure tipo il parco giochi dell'IKEA dove è impossibile sciare !!

è impressionante la quantità di neve caduta nel canale per valanghe

le striscie di neve pressata creata dal passaggio delle numerose valanghe cadute. Cerchiamo di uscire da questa pista da valanghe. Proviamo a sx, la sola possibilità

Chiara nel tentativo di passare un guard rail formato da una valanga

ma non è finita ! Il piano dove siamo sbucati, sotto le cascate, nasconde il sentiero di discesa tra le valanghe, le cascate e i boschi di ontani. Passiamo più di un'ora alla ricerca del sentiero, gli sci si impigliano nei rami degli ontani come le corna di un cervo

poco prima del buio riusciamo finalmente ad uscire da questa bella bulgarata

stasera volevamo salire per fare anche il canalone del coca, ma penso che siamo felici così.

Filmati:
Caldo 1
Caldo 2
Chiara 1

Informazioni:
Gita direi di avventura, in un angolo selvaggio e splendido delle Orobie adatta a chi ama il "ravanamento" ma che permette la discesa con gli sci del più lungo canalone delle Orobie (1400 m !!). Da fare assolutamente quando tutte le valanghe possibili siano già scese nel canalone.
Da Castello dell'Acqua si sale fino a Cortivo (556m). Quindi si sale (possibile solo con 4x4 ma vietato) in Val Malgina da Cortivo per carrareccia fino a Baite di Campo (979m).  Senza 4x4 contate un dislivello totale di 2060 m. Si continua sempre su sentiero entrando nel bosco a Baite Colombini fino ad attraversare il torrente sulla dx or. poco prima di Baita Paltani. Qui si apre sulla sx la magnifica visione del canalone. Normalmente le relazioni dicono di farlo a giugno - luglio quando tutte le valanghe sono scese e il canalone è una pista di neve firnata. Noi lo abbaimo fatto a fine inverno, il vantaggio è che in alto si trova neve polverosa, in basso però la neve svalangata nel canale è impossibile da sciare. A voi la scelta.  Non avendo la certezza di passare in fondo al canale e non sapendo in quali condizioni fossero i pendii intorno abbiamo preso il sentiero che porta al Passo della Malgina salendo per il versante dx or del canalone. Già perchè ogni granello di neve che scende dai pendii di fianco finisce dentro il nostro canale ! Salendo si costeggia il canalone sulla dx or. prima per sentiero, poi quando non c'è più neve si cerca di stare a mezza costa e puntare alla Baita Muracci. Si attraversano numerose valanghe che scendono nel canalone. Sull'altro fianco numerose cascate e goulottes invernali probailmente aspettano ancora di essere aperte. Alla Baita Muracci (1821m) si sale per una canale davanti a sx, anch'esso pieno di valanghe, fino ad un pianoro da dove finalmente si entra nel canalone (2000m). Qui un pendio perfetto e immacolato vi conduce al Passo. Ultimo tratto ripido (40°) da fare sci in spalla. Bel panorama sul Bernina e sulla Valbondione. Discesa da sballo fino a 2000m, poi scegliamo di curiosare la seconda parte del canale fino a valle. Qui tutte le valanghe hanno reso il canale completamente insciabile. Ci togliamo gli sci e tra un masso di neve e l'altro scendiamo come si riesce. E' impressionante vedere la forza delle valanghe che incanalandosi in questo budello schiaccia la neve sulle rocce creando delle strade con tanto di curve paraboliche. Non avevo mai visto niente del genere. Poco prima del salto finale, scegliamo di uscire dal canale verso sx or. Da subito felici ci ritroviamo a vagare su un pendio tra due salti di roccia percorsi da cascate di ghiaccio nella neve molle ed in mezzo in una foresta di ontani alla ricerca di un fottuto sentiero. E' stata la parte + difficile della giornata ! Alla fine siamo scesi tutti a sx ma che ravanamento. Il mio consiglio per farlo in inverno è quello di uscire dal canalone a q. 2000m lungo il percorso di salita. In estate probabilmente si riesce a percorrerlo interamente fino all'uscita.
Potrebbe essere un 2.3 se neve trasformata e valanghe assenti poichè la pendenza generale è sui 30°. In inverno nei tratti in cui ci sono valanghe si è obbligati a sciare su canali molto stretti o sulle contropendenze (40-45°).