Alpi e Prealpi Bergamasche

Grigne - Alpi Orobie

Bibliografia:
Dal Sempione allo Stelvio - CDA
A. Boscacci - Orobie Valtellinesi - Albatros

Valsassina (LC)

Grigna Settentrionale, 2409 m
da Cainallo per il versante Nord. S2 (E/2.2), disl. 1160m, esp. N *****

Informazioni:
Gita stupenda da fare con neve sicura (assestata) o neve polverosa.
Da Alpe Cainallo salire per sentiero al rif. Bogani (attenzione nei traversi ai pendii sopra). Da qui salire tenendosi sulla dx fino alle rocce sotto la Cresta di Piancaformia da dove si piega a sx puntando il canale che va percorso vs sx evitando il cambio pendio a dx. Da qui per il canalino finale al rif. brioschi in cima.


 

 

Grigna Settentrionale - Bocchetta della Neve, 2215 m
giro ad anello da Cainallo. S3 (F/3.1), disl. 850m, esp. W-N ***

Informazioni:
Gita insolita del tipo "ravanata esplorativa" che per noi ha rappresentato un ripiego alla salita del canalone W al Grignone che presentava cornici molto pericolose e innevamento eccezionale. Da fare comunque con neve sicura per il lungo traverso fino al rif. Bietti.
Da Alpe Cainallo salire lungo il sentiero che porta al rif. Bogani (attenzione nei traversi ai pendii sopra). Lasciare a sx le indicazioni per il rifugio e salire a dx per la Bocchetta di Prada (1626m, ripido nel bosco). Andare verso sx scendendo leggermente e raggiungere la Cappella Brigata Garibaldi, quindi traversare (attenzione ai pendii sopra) all'arco roccioso della Porta di Prada. Con continui sali e scendi (bolli gialli) si attraversano diversi canali e pendii ripidi (attenzione) fino al traverso finale che porta al rif Bietti (1719m, 2h con traccia). Continuare a traversare fino a passare lo sperone con mughi che scende dallo Zucchei dei Grottoni. A sinistra si apre tutto il versante W che scende dalla cima del Grignone. Il Canalone W è verso dx delimitato da due torrioni che formano una V. Con condizioni pericolose abbiamo ripiegato sulla più innocua Bocchetta della Neve priva di cornici. Salire sulla costa subito dopo lo sperone suddetto e immettersi in un canalone che scende da sx salendo. Togliere gli sci e salire nel canale a sx per 200m che facilmente porta alla Bocchetta della Neve (2215m).
Discesa: stare sulla sx il più possibile seguendo le paline ed evitando i numerosi buchi, raggiungere il rif. Bogani. Qui piegare a sx e seguire il sentiero che attraversa la zona delle frane delle Lavine (attenzione ai pendii sopra) e raggiunge Cainallo con diversi sali e scendi.


 

 

Resegone, 1875 m
da Morterone. S2 (E/2.1), disl. 840m, esp. NE ***

Informazioni:
C sono due motivi per farla: il primo è che dalla cima si gode di un panorama magnifico sulla fredda pianura addormentata, il secondo è che dopo una bella nevicata per chi abita nella pianura addormentata è una salita dietro casa. Gita da fare subito dopo una bella nevicata.
Da Morterone salire in direz. SW, seguire il sentiero tra i faggi (n.16). Alla sorgente Forbesette (q.1378m) seguire il sent. 17 in direz. S-SE e aggirare uno sperone che scende dalla vetta. Entrare nel vallone che sale alla vetta. Per la discesa si può optare per una sciata un po' fuori dal bosco stando più a dx rispetto all'itinerario di salita e puntando alla radura del Passo del Palio (traliccio). Da qui volgere vs N-NW verso Morterone.

 

 

Val Brembana (BG)

Monte Valrossa, 2550 m
da Carona per il Vallone dei Frati. S2 (E/2.2), disl. 1430m, esp. NW ****

Informazioni:
Gita molto bella con discesa di soddisfazione su pendii regolari a 30-35°. Condizioni sicure.
Da Carona seguire la strada che porta al rif. Calvi. In vista dell'evidente Vallone dei Frati (ca. 1560m) salire alla diga del Lago della Val dei Frati, oltrepassare la teleferica e salire lungo la sponda dx or. del lago. Salire il vallone su pendenze regolari di 30-35°. Al colle piegare a sx e si è in cima. La discesa è da libidine. Bella anche la strada che quando è ben innevata permette di scendere a mo di rally (okkio alle persone !)

 

 

Monte Cabianca, 2610 m
da Carona in traversata per il Vallone dei Frati. S2 (E/2.2), disl. 1490m, esp. NW-NE ****

Informazioni:
Gita molto bella con discesa di soddisfazione su pendii regolari a 30-35°. Condizioni sicure.
Da Carona seguire la strada che porta al rif. Calvi (possibile pernottamento). Se salite in giornata attarversare la diga di Fregabolgia  e salire per dossi fino sotto al Monte Cabianca. Qui due scelte: o salire sulla spalla che porta alla cresta orientale oppure salire direttamente il canale nord ovest  a piedi che si trova appena a dx del Cabianca e di qui in pochi minuti alla vetta sulla sx (vedi relazione sci ripido). Per la discesa scendere una ventina di metri e risalire al Monte Valrossa, da qui scendere nel Vallone dei Frati. Cercare poi di non perdere il sentiero subito a sx della diga altrimenti vi ritrovate tra ontani e abeti fitti sopra ai salti d'acqua del fiume.


 

 

Monte Cabianca, 2601 m, Canale NW
da Carona, S5 (F/4.2), E1, 45-47°/150 m ***

Informazioni:
Variante più impegnativa del classicissimo giro del Monta Cabianca e discesa dal Vallone dei Frati che si può benissimo aggiungere (come abbiamo fatto).
Da Carona (Val Brembana) salire alla diga di Fregabolgia per andare al rif. Calvi. Attraversando la diga il canale NW ce l'avete proprio dritto davanti a voi, impossibile sbagliare. Salire per dossi fino a sotto il canale e risalirlo a piedi. Attenzione alla cornice sempre presente alla fine. Noi abbiamo trovato placche ventate e accumuli. Sotto la cornice 5 m a 47-48°, poi tratto a 45°, strettoia larga 1,75 (esattamente i miei sci) ancora tra i 45 e i 50° poi tratto finale a 45 a degradare. Gradazione 5.1 per la pendenza, ma per via della sua lunghezza la quotazione ritengo sia un 4.2.
La discesa in caso di poca neve è poi subito finita alla diga. Quindi noi abbiamo preferito risalire di nuovo il canale, salire al Monte Valrossa e ridiscendere per il sempre godereccio Vallone dei Frati. Cercare poi di non perdere il sentiero subito a sx della diga altrimenti vi ritrovate tra ontani e abeti fitti sopra ai salti d'acqua del fiume.


 

 

 

Monte Toro, 2564 m
da Foppolo. S2 (E/2.2), disl. 1020m, esp. SW **

Informazioni:
La vicinanza degli impianti non deve far sottovalutare questa gita che deve essere percorsa solo con neve sicura.
Da Foppolo salire a Rovera. Qui prendere la pista a sx e puntare alla pala W del Monte Toro, Raggiunta la cresta scendere per 20 metri e salire in cima.
Discesa: scendere il versante N (attenzione valanghe 300 m sotto la cima) quindi scendere verso la Casera di Valbona. Qui risalire al Passo di Dordona (attenzione valanghe) e scendere sulla sx or. delle piste.

 

 

Cima dei Siltri, 2175 m
da Castello di Mezzoldo. S1 (E/1.1), disl. 950m, esp. W *

Informazioni:
Gita facile e sicura. Necessario buon innevamento. Si parte da Castello (1300m) e passano per il rif. Madonna delle Nevi si tiene la sx or. della valle fino alla cima.

 

 

Val Seriana (BG)

Cima di Grem, 2049 m
da Calchera, Gorno. S1 (E/1.1), disl. 1270m, esp. S *

Informazioni:
Gita molto facile adatta per principianti o in caso di pericolo di valanghe. Generalmente quando fattibile molto affollata. Da Calchera (Valle de Riso) raggiungere le Cime Belloro quindi per valloncello con pendenza moderata toccare le baite Casera e Foppelli e raggiungere la cresta S che porta alla cima.

 

 

Vigna Vaga, 2332 m
da Gandellino. S2 (E/2.1), disl. 1360m, esp. E ***

Informazioni:
Percorso alternativa al frequentatissimo itinerario dalla Val di Scalve. Gita con un buon sviluppo ma mai noioso lungo l'isolata Valle Sedornia. Occorrono buone capacità di valutazione delle condizioni della neve.
Da Tezzi Alti si sale lungo la Valle Sedornia prima sulla dx poi sulla sx or. Si passa davanti alla Baita bassa di Vigna Vaga e si sale in cima da SW. Attenzione i pendii a sx che scaricano.

 

 

Pizzo Tre Confini, 2824 m
da Lizzola. S2 (E/2.1), disl. 1570m, esp. SW ***

Informazioni:
Gita con lungo sviluppo (12 km) da effettuare con condizioni sicure.
Da Lizzola si sale tutta la Val Bondione stando sempre sulla sx orografica. Quando la valle si stringe piegare a dx per arrivare alla Baita Sasna dove c'è un pianoro. Da qui si può andare al Monte Sasna oppure piegare subito a sx e puntare il Pizzo dei Tre Confini. E' possibile effettuare questa gita in traversata salendo per la Val Cerviera (1930 m di dislivello da Valbondione)

 

 

Monte Sasna, 2229 m
da Lizzola. S1 (E/1.2), disl. 971m, esp. NW **

Informazioni:
Gita non molto consigliabile, a meno di non trovarsi già nei paraggi.
Come per il Tre Confini fino alla Baita di Sasna, poi puntare a S per la cima, Discesa lungo la cresta e poi a dx lungo la costa Tabacchi prima del Passo Manina. Discesa poco remunerativa. Gran parte all'ombra.

 

 

 

Val di Scalve (BS)

Cimone della Bagozza, 2409 m
da Fondi di Schilpario. S3 (E/3.3), disl. 1150m, esp. NW *****

Informazioni:
Gita stupenda con uno dei migliori canali facili delle Orobie. Necessaria neve assestata.
Dai Fondi di Schilpario (1261m), salire in direz. E per e attraversare i pianori delle Piazze di S. Antonio, quindi piegare a dx in direzione dell'evidente canale NW che scende dalla Bagozza. Salire fino al colletto (ripido, a volte cornice) e quindi su neve di solito trasformata o su erba salire le pendici E fino in cima. Discesa dal canalone suberba, tratto iniziale può arrivare a 45° quindi pendio regolare sui 35°.



 


Monte Gàrdena, 2117 m
da Fondi di Schilpario. S1 (E/1.1), disl. 860m, esp. S *

Informazioni:
Gita di introduzione allo scialpinismo. Facile e sicura.
Dai Fondi si continua lungo la strada fino al Rif. Bagozza, quindi si continua nella direzione della strada percorsa vs E fino al Passo Giovetto. Da qui si segue un costone in direz. NW fino in cima.

 

 

Val Camonica (BS)

Monte Pianaccio, 2180 m
da Grano (Vezza d'Oglio). S1 (E/1.1), disl, 960m, esp. S *

Informazioni:
Gita di ripiego se ci sono condizioni pericolose in giro. Da Grano si segue la strada fino a Corte tagliando qua e là nel bosco. Quindi sul pianoro sommitale andare a dx vs la cima.
 

Val Gerola (SO)

Cima della Rosetta, 2142 m
da Rasura. S1 (E/1.1), disl. 1400m, esp, E ***

Informazioni:
Bella gita da fare dopo una nevicata, altrimenti mediocre.
 Da Rasura salire fino dove è possibile a Larice in auto. Salire dritti nel bosco seguendo il sentiero che indica la cima, passare il Bar Bianco all'uscita del bosco e puntare alla cima stando sulla sx salendo dello spallone che porta alla cresta finale.


 

 

Monte Ponteranica, 2372 m
da Pescegallo. S1 (F/1.3), disl. 900m, esp. N ***

Informazioni:
Dal parcheggio degli impianti di Pescegallo salire a sinistra degli impianti per la strada che porta alla diga di Pescegallo. Poco prima della diga piegare a dx e prendere il vallone davanti sulla sinistra (non quello di dx). Molti dietrofront per salire fino in cima. Dalla selletta salire facilmente alla cima a destra. Gita discreta e affollata in basso ma che si riprende per la bellezza dei pendii nella parte alta.


 

 

Monte Salmurano, 2269 m
da Pescegallo. S1 (E/1.3), disl. 800m, esp. N **

Informazioni:
Dal parcheggio degli impianti di Pescegallo salire a sinistra degli impianti per la strada che porta alla diga di Pescegallo. Poco prima della diga piegare a dx e prendere il vallone davanti sulla destra. Continuare lungo il traverso fino ad una selletta che si raggiunge per terreno un po' ripido (35°). Dalla sella seguire la cresta nevosa facilmente in vetta. Discesa possibile direttamente dalla cima (40°). Gita affollata. Bello il pendio finale se non é troppo tracciato.


 

Monte Colombana, 2327 m
da Castello. S1 (E/1.2), disl. 1200m, esp. E-SE ***

Informazioni:
Da Castello per sentiero fino a Laveggiolo (chiesa, 1471m) in sci o in auto se poca neve, poi per bosco in direzione ovest e seguendo la direzione della cresta verso la cima. Attenzione possibili placche.


 

 

Pizzo Mellasc, 2465 m
da Castello. S1 (E/1.3), disl. 1000m, esp. NE ***

Informazioni:
Da Castello per sentiero fino a Laveggiolo, 1471m (si può partire da qui con poco innevamento e se strada pulita), poi prendere la strada che entra nella Val Vedrano fino alle baite Grasso (1680m), dopo qualche centinaio di metri attraversare il torrente e salire in direzione nord un conoide, attraversare a destra nei pressi di una cascata quindi verso destra puntare alla cresta che unisce il Piazzo con il Mellasc. Aggirare sotto la cima e raggiungerla da NE.


 

 

Monte Rotondo, 2496 m
da Ravizza. S1 (F/1.1), disl. 1200m, esp. E ***

Informazioni:
Da Ravizza (spesso occorre lasciare l'auto prima) salire per il bosco in direz. E nel Vallone di Pai, quindi risalirlo sulla sx orogr. fino a q. 2000 ca e prendere la direz NW (Pizzo Stavello) fino al pendio NE che scende dal Monte Rotondo, salire quest'ultimo e percorrere l'ultimo tratto di rocce che portano in cima.

 

 

Valle del Bitto di Albaredo (SO)

Monte Lago, 2353 m
da q.1100 str. Passo San Marco. S1 (E / 1.3), disl.1250m, esp. E **

Informazioni:
Seguire la strada per il Passo San Marco (o tagliare i tornanti) fino a Corte Grassa, quindi a Corte Grande, si continua con un ampio semicerchio vs dx sotto il M. Lago. Salire lungo la cresta W. Attenzione ai ripidi pendii vs SW, pericolo valanghe.


 

 

Pizzo di Val Carnera, 2116 m
da q.1130 str. Passo San Marco. S1 (E / 1.3), disl.1200m, esp. NE **

Informazioni:
Gita che comporta un ora buona di saliscendi nel bosco per arrivare all'inizio della gita. La sua bellezza è data dagli ultimi 400 m sciabili e dall'ambiente isolato.
Dopo Albaredo, superato il primo tornante parcheggiare e salire a dx lungo la via Priula. Continuare dritti quindi scendere un paio di tornanti fino a passare un ponte. Qui a dx nel bosco, prendere ancora a dx per un secondo ponte e salire al Dosso Chierico. Qui prendere il sentiero che scende a dx. Continuare per un bel pezzo fino ad arrivare ad un bivio segnato. Prendere il sentiero a sx che sale e continuare fino ad una radura, passare il fiume a dx e salire nel bosco a dx all'abete bianco di Vesenda (150 anni).  Continuare verso sx e uscire in una radura alle baite di Alpe Vesenda Bassa (1457m). Qui salire nel bosco dietro le baite fino all' Alpe Vesenda Alta (1647m). Continuare in terreno aperto al Pianone di Vesenda e quindi puntare al canale ripido che porta al colle (2030m) a dx del Pizzo di Val Carnera.


 

Val Tartano (SO)

Monte Tartano, 2292 m
da Tartano. S2 (E / 2.2), disl. 1150 m, esp. N ***

Informazioni:
Gita di scoperta, poco ortodossa la salita ma bella la discesa. Da Tartano si scende a Biorca e si prende la Val Corta pianeggiante. Si sta sulla dx del fiume sulla Val Budria, pianeggiante ma molto solitaria. In fondo alla valle (cascate sulla sx) si deve cercare la mulattiera che sale sulla dx. In caso di tanta neve è praticamente impossibile se non è tracciata (il che è molto probabile). Noi siamo saliti lungo una cascatina in mezzo ai rododendri e gli ontani, facendo dietrofront tenendoci ai rami. Ad un certo punto si raggiunge la mulattiera che attraversa il pendio e quindi si incontra per forza. Presa la mulattiera vs sx si raggiunge la Casera del Lago e quindi facilmente il Passo Tartano. Da qui un bel pendio di 35° porta nella Val Lunga (neve polverosa). Ci si ricongiunge con la discesa della Cima Lemma. Obbligatori i pizzoccheri di Tartano.


 

Cima di Lemma, 2348m
da parcheggio Vallunga. S1 (E / 1.3), disl. 950 m, esp. N ***

Informazioni:
Gita classica con cresta panoramica finale sulla Val Brembana. Nel bosco lungo la Val Lunga fino alla Casera Porcile, poi ambiente aperto. Al Passo Tartano piegare a destra quindi percorrere la cresta sul lato sud e raggiungere la cima. Possibile dal bosco a livello delle Casere della Scala salire a destra per pendii piu ripidi fino al Passo Scala. Quindi brevemente a sinistra in cima. Discesa da entrambe le parti ma piu godibile dal Passo Scala.


 

 

Monte Valegino, 2415
da parcheggio Vallunga. S1 (E / 1.2), disl. 1000 m, esp. N ***

Informazioni:
Gita varia con cresta panoramica finale. Nel bosco lungo la Val Lunga fino alla Casera Porcile, poi ambiente aperto, arrivare ad un intaglio attraverso un traverso (attenzione alla stabilità del manto). Da qui a sx per cresta alla cima, possibile necessario togliere gli sci.

 

Valle del Livrio (SO)

Pizzo Meriggio, 2358 m
da Campelli. S1 (E / 1.1), disl. 1050 m, esp. N **


 

Informazioni:
La gita sicura per eccellenza anche se poco sciabile. Frequentata da starni tipi in tutina aderente. Per gli abitanti di Sondrio è un po' come andare al parco. Si sale da Sondrio ad Albosaggia e poi sino Campelli. Si parcheggia al tornante di Le Sore e si sale attraversando il paese di Campelli, si passa un vecchio skilift e poi nel bosco si taglia la strada che sale alla Punta della Piada (antenna), quindi verso SW per cresta sali scendi si sale alla cima

 

Val Venina (SO)

Pizzo Redorta, 3038 m
da Agneda. S2 (F / 2.2), disl. 1800 m, esp. N ****

Informazioni:
Una delle migliori gite delle Orobie. Necessario buon allenamento se si vuole effettuare la gita in giornata, altrimenti è possibile dormire al rif. Mambretti (ritirare le chiavi presso i guardiani della diga di Scais). Normalmente si parte da Agneda (1228m), nei pressi dei tornanti. In caso di molta neve si lascia l'auto a Vedello (1032m). Da Agneda si sale alla diga e di qui a sx del lago fino ad un pianoro con alpeggio (Alpe di Caronno, 1612m). Da qui possibile sia andare su dritti per bosco e prati ripidi fino al rifugio oppure attraversare il torrente e risalire il canale di neve. Dal rifugio entrare nel vallone restando sulla dx salendo, fin sotto la cima (lasciare gli sci). Da qui prendere vs sx il canale + evidente e poi in cresta nevosa fino in cima. Discesa splendida sovente in neve trasformata, indimenticabile. Attenzione dopo abbondanti nevicate.

 

 

Pizzo di Rodes, 2829 m
da Gaggio. S2 (E / 2.2), disl. 1800 m, esp. N ****

Informazioni:
Gita lunga, un po' monotona in basso ma con ottimi pendii nella parte alta. Si lascia l'auto a Gaggio  (1018 m) nei pressi della centrale elettrica quindi sci in spalla fino alle baite di Piane (1456 m), si passa davanti al rif. V Alpini (aperto la domenica) e nel bosco fino ad Armisola. Anziché per il vallone siamo risaliti per il sentiero estivo del bosco a sx (ripido). Quindi ci si inoltre nella valle fino ad un pianoro da dove si risale sul canale di sx fino ad arrivare alla bocchetta di S. Stefano (2378m). Qui attraversare vs dx per risalire sulla cresta a dx e quindi in vetta. Discesa splendida fino alle casere al di sopra di Armisola.

 

 

 

Val Malgina (SO)

Canalone della Malgina, 2621 m
da Baite Campo - Castello dell'Acqua. S3 (F / 3.2), disl. 1640 m, esp. N *****

Informazioni:
Gita direi di avventura, in un angolo selvaggio e splendido delle Orobie adatta a chi ama il "ravanamento" ma che permette la discesa con gli sci del più lungo canalone delle Orobie (1400 m !!). Da fare assolutamente quando tutte le valanghe possibili siano già scese nel canalone.
Da Castello dell'Acqua si sale fino a Cortivo (556m). Quindi si sale (possibile solo con 4x4 ma vietato) in Val Malgina da Cortivo per carrareccia fino a Baite di Campo (979m).  Senza 4x4 contate un dislivello totale di 2060 m. Si continua sempre su sentiero entrando nel bosco a Baite Colombini fino ad attraversare il torrente sulla dx or. poco prima di Baita Paltani. Qui si apre sulla sx la magnifica visione del canalone. Normalmente le relazioni dicono di farlo a giugno - luglio quando tutte le valanghe sono scese e il canalone è una pista di neve firnata. Noi lo abbaimo fatto a fine inverno, il vantaggio è che in alto si trova neve polverosa, in basso però la neve svalangata nel canale è impossibile da sciare. A voi la scelta.  Non avendo la certezza di passare in fondo al canale e non sapendo in quali condizioni fossero i pendii intorno abbiamo preso il sentiero che porta al Passo della Malgina salendo per il versante dx or del canalone. Già perchè ogni granello di neve che scende dai pendii di fianco finisce dentro il nostro canale ! Salendo si costeggia il canalone sulla dx or. prima per sentiero, poi quando non c'è più neve si cerca di stare a mezza costa e puntare alla Baita Muracci. Si attraversano numerose valanghe che scendono nel canalone. Sull'altro fianco numerose cascate e goulottes invernali probailmente aspettano ancora di essere aperte. Alla Baita Muracci (1821m) si sale per una canale davanti a sx, anch'esso pieno di valanghe, fino ad un pianoro da dove finalmente si entra nel canalone (2000m). Qui un pendio perfetto e immacolato vi conduce al Passo. Ultimo tratto ripido (40°) da fare sci in spalla. Bel panorama sul Bernina e sulla Valbondione. Discesa da sballo fino a 2000m, poi scegliamo di curiosare la seconda parte del canale fino a valle. Qui tutte le valanghe hanno reso il canale completamente insciabile. Ci togliamo gli sci e tra un masso di neve e l'altro scendiamo come si riesce. E' impressionante vedere la forza delle valanghe che incanalandosi in questo budello schiaccia la neve sulle rocce creando delle strade con tanto di curve paraboliche. Non avevo mai visto niente del genere. Poco prima del salto finale, scegliamo di uscire dal canale verso sx or. Da subito felici ci ritroviamo a vagare su un pendio tra due salti di roccia percorsi da cascate di ghiaccio nella neve molle ed in mezzo in una foresta di ontani alla ricerca di un fottuto sentiero. E' stata la parte + difficile della giornata ! Alla fine siamo scesi tutti a sx ma che ravanamento. Il mio consiglio per farlo in inverno è quello di uscire dal canalone a q. 2000m lungo il percorso di salita. In estate probabilmente si riesce a percorrerlo interamente fino all'uscita.
Potrebbe essere un 2.3 se neve trasformata e valanghe assenti poichè la pendenza generale è sui 30°. In inverno nei tratti in cui ci sono valanghe si è obbligati a sciare su canali molto stretti o sulle contropendenze (40-45°).


 

Val Caronella (SO)

Monte Lavazza, 2410 m
da Carona. S2 (F/2.3), disl. 1250 m, esp. NE **

Informazioni:
Gita che si effettua in gran parte in bosco fitto, a parte due piccole rade e un canale in alto per altro percorribile solo con neve sicura. Da fare solo se siete in zona e vi manca nella collezione delle cime.
Lasciare l'auto a Carona 1162 m e seguire la strada che entra in Val Caronella. Arrivare a Pra di Gianni 1339m e passare il ponticello a sinistra. Salire direttamente il pendio NW seguendo le indicazioni per Malga Dosso. Si passano due piccole radure fino ai prati di Malga Dosso 1892m. Seguire verso destra la cresta in direzione SSE fino ad uscire dal bosco. OLtre un piano un pendio ripido porta alla quota 2303 m (vetta sciistica). Qui si arrestano la quasi totalità delle gite. Per cresta in direzione S si raggiunge la cima del Monte Lavazza 2410m (piccozza e ramponi).
Discesa per il medesimo itinerario oppure con neve sicura si può scendere verso sinistra da dove comincia il bosco per uno stretto canale che scende dritto alla prima radura