Alpi Vallesane (Svizzera)

Bibliografia:
F. Scanavino - Scialpinismo in Svizzera - CAS
 

Saastal

Weissmies, 4023 m
da Saas Almagell, S2 (PD/2.2), disl. 2350m, esp. S-SW

Informazioni:
Bella salita. Io purtroppo devo aver sbagliato il periodo perchè tre quarti della gita li abbiamo fatti sci in spalla. Altrimenti la gita vale sicuramente la pena.
Da Saas Almagell si prende il sentiero per l'Almagellerhutte per l'Almagellertal (che poca fantasia questi svizzeri). Il sentiero che dal fondo della valle sale al rifugio è bello ripido e faticoso (25-30°), ma tanto si fa a piedi ! Dal rifugio si parte alle 6.00 per il Zwischbergenpass, senza problemi. Dal passo salire sul pendio a sx che scende dalla cima (spesso ghiacciato) fino a dove è possibile prendere la cresta rocciosa. Lasciare quindi gli sci e proseguire sulla bella cresta rocciosa (PD, pass II) e poi nevosa fino in cima.

 

Mattertal

Dom de Mischabel. 4545 m
da Randa, S3 (PD/3.2), disl. 2510m, esp. E-N

Informazioni:
Bellissima salita, molto faticosa, una vera "matassata"
L'ho fatta un mercoledì con Mamo, come matassata dell'anno e tale si è rivelata. Dal paese di Randa si sale subito bene per bosco fino all'Europahutte, quindi inizia la ferrata, ben attrezzata con scale e corde. Con gli sci in spalla è una bella sfaticata. Dopo 4 h arriviamo alla Domhutte, non c'è nessuno, ci installiamo nel rifugio. Ci sono 50 posti disponibili, cucina economica con legna e riscaldamento per soli 19 Fr da corrispondere alla padrona di casa a Randa o direttamente nella cassetta.. Sveglia alle 4, percorriamo la morena sulla sx del Festgletscher. Individuare bene il canale che porta al Festjoch (3723 m) non salire come abbiamo fatto noi al Hochwachte perche di lì non si passa. Dal Festjoch ci siamo calati sul ghiacciaio e abbiamo fatto un po' di curve per aggirare alcune seraccate che scendevano dalla cima. Puntiamo al Lenzjoch, faticosamente arriviamo al colle con tutto il pendio da battere. Salgo in cima con gli sci in spalla, arriviamo in vetta dopo 9h. Dala cima le prime curve sono a 45° poi 40° fino al colle. La discesa per la pala del DOm nella polvere è entusiasmante. Scegliamo di scendere nel canale in mezzo ai seracchi. Risaliamo a Festjoch, nel canale di discesa ci prendiamo una scarica di ghiaccio e roccia...ouf!! miracolati !! Arriviamo al rifugio dopo 12h....ma ci aspettano 1500m di dislivello con ferrata in discesa da fare. E' proprio una matassata !

 

Val de Zinal

Zinalrothorn (L'Epaule). 4017 m
da Zinal, S2 (AD/2.1), disl. 2340m, esp. NW-SW

Oli, salendo lungo la cresta finale che porta all'Epaule

Caldo in cima a cavalcioni sulla cresta. In fondo la vetta del Zinalrothorn

Caldo sui magnifici pendii che scendono dalla cresta

serpentine...

bivacco finale alle macchine

Informazioni:
Sciisticamente una bella gita. Offre un panorama sull'Obergabelhorn e sulla Dent Blanche incomparabile.
Da Zinal continuare con l'auo su sterrato fino a quando la strada sale. A piedi fino alla morena (1h), quindi quando la strada sale a dx per il Petit Mountet continuare dritto in direzione del ghiacciaio che si segue sulla dx orogr. fino a quota 2650 dove si piega a sx abbandonando il ghiacciaio e salendo alla Cabane du Mountet (2886m). Partenza la mattina alle 6.00 stando sulla sx costeggiando le rocce fino alla testa del ghiaccaio sotto l'Epaule. Risalire a piedi la cresta nevosa, quindi 100m rocciosi (AD) fino alla cima. Discesa da urlo lungo la prima metà del ghiacciaio.

 

Val d'Herens

Pigne d'Arolla, 3790 m
traversata Cab. des Dix - Cab des Vignettes
S2 (E / 1.2), disl 1130 m, esp. E-SE

salendo alla calotta sommitale. In aliante ci sorvola

in cima

arrivando alla Cab des Vignettes

Informazioni:
Bella attraversata in ambiente glaciale. Traccia non complicata, ma difficile l'orientamento in caso di nebbia.
Da Arolla prendere lo skilift e salire al Pas de Chevre (400 m). Scendere con la scala sul ghiacciaio di Chelion e attraversarlo vs WSW fino alla Cabane des Dix. Il giorno dopo risalire il ghiacciaio in direzione delle Pointes des Tsena Refien stando sulla sx (crepacci) fino a raggiungere la parte meno ripida del ghiacciaio. Puntare in direz SW entrando nel catino glaciale e non perendo quota rimontare il tratto ripido q. 3600m fino al Col du Brenay, continuare vs E fino alla sella tra La Pigne e la quota 3772. Salire in cima. Da qui scendere in direz ESE girando a sx (crepacci) al Col des Vignettes lasciando il rifugio sulla dx. Scendere sul ghiacciaio des Pieces ad Arolla.

 

Val de Bagnes

Grand Combin, 4314 m
salita per la parete NW e discesa dal Mur de la Cote
da Fionnay, S3 (D/3.3), disl 2825 m, esp. NW

Il Grand Combin visto dalla Cab de Panossiere. Il gestore ci ha accolto con una stretta di mano al rifugio e la sera ci ha cucinato un ottimo stinco di maiale. Di fronte sotto il grande plateau sommitale si vede il Corridor che va attraversa da dx vs sx.

Mamo e Luigi, salendo al Plateau du Dejeuner. Il ghiacciaio era coperto di un bello strato di neve fresca da battere. Sul Grand Combin proseguiamo poi solo io e Mamo.

Sulla parete NW la prima parte si sale con ramponi e piccozza slegati poi la parte finale sotto i seracchi abbaimo fatto un paio di tiri di corda. Qui Mamo alla prima sosta su ghiaccio.

Caldo sulla parete NW. La pendenza è qui sui 60°

Mamo alla fine del secondo tiro sotto i seracchi

Caldo nel passaggio finale tra i seracchi del terzo tiro (60°, pass. 70°). Da qui siamo usciti sul Plateau sommitale. Quindi abbiamo rimesso gli sci fino in cima. Arrivati in cima, appena il tempo di togliere le pelli e siamo stati avvolti da una nebbia che non si vedeva 1 metro da noi....

Abbiamo cominciato a scendere lungo la cresta alla ricerca del Mur de la Cote. Mamo, credendo di esserci decide di scendere ma di colpo lo sento urlare e la sua voce scomparire nel vuoto. Precipita lungo la parete sbattendo ripetutamente contro le rocce ma fortunatamente sempre con lo zaino che gli fa da cuscino. Come d'incanto la nebbia scompare, scendo dal Mur de la Cote ben visibile e lo vedo a pochi metri dal crepaccio: la borraccia di alluminio e gli occhiali rotti sono il risultato di quell'interminabile volo. Un miracolo! Nella foto in rosso la "discesa" di Mamo, in nero quella del Mur de la Cote.

Caldo prima di affrontare il Corridor che ci porta al rifugio. Dimenticavo: il rifugista ci ha seguito con il cannocchiale lungo il percorso.

Informazioni:
Gita magnifica e completa. Salendo per la parete NW si ha la possibilità di compiere una bella ascensione alpinistica ssociata ad una bella sciata evitando in saita la roulette rousse del Corridor (caduta di seracchi)
Da Fionnay (1490m) si sale per sentiero estivo ripido e faticoso (molta acqua lungo il percorso) che porta alla Cabane de Panossiere (2669m). Il rifugio è uno dei migliori che abbia mai visto con un gestore come dovrebbero esserlo tutti e una cena da ristorante.
Partiti dal rifugio alle 4.00. Si sale (poco) il lungo Ghiacciaio di Corbassier fino al Plateau du Dejeuner. A sx parte il lungo Corridor sotto i seracchi. Davanti invece la parete NW. Fino ai seracchi offre pendenze tra i 40 e i 45 poi si fanno due tiri di corda per superare i seracchi terminali con pendenze intorno ai 60°. Una volta sul Plateau (4000m ca.) si ricalzano gli sci fino in cima (10h).
Discesa seguire la cresta fino a trovare un pendio sui 40-45° che scende in direzione NE e si riallaccia al Corridor. Scendere questo pezzo evitando i blocchi di ghiaccio e cercando di non fermarsi. Al Plateau du Dejeuner riallacciarsi al percorso di salita (4h per la discesa).