Alpi Retiche Meridionali

Ortles-Cevedale, Adamello-Presanella, Dolomiti di Brenta, Val di Non

Bibliografia:
111 Itinerari nelle Alpi Orientali dall'Engadina ai Tauri - CDA
M. Andreolli - Sci Alpinismo nelle Dolomiti di Brenta - Tamari

 

Gruppo Ortles-Cevedale

Ortles, 3905 m
da Tre Fontane (Valle di Trafoi) - S3 (F/3.2), 2300 m, esp. NW ***

Siamo al 9 maggio e il Passo dello Stelvio è ancora chiuso per neve, abbiamo dovuto da Milano fare il giro per la Val Mustair. Salita il primo giorno, 600m nel bosco senza sviluppo.

troviamo la neve a 1900 m. Intorno a noi numerose valanghe di neve marcia

arriviamo al rifugio Borletti, il simpatico gestore ci offre un giro di grappa...rifiutiamo

la mattina partiamo alle 4.20. Passiamo veloci sotto alcuni seracchi pensili. Qui le prime luci illuminano i seracchi sotto cui siamo passati

la Dany salendo il vallone di Plaies

il canale che conduce alla cresta

aggirando la cresta dove sorge il bivacco si sale in una conca glaciale sormontata da seracchi

Davide

Davide salendo alla cresta nevosa del bivacco Lombardi

dalla cresta nevosa si vede la cima (a sx) 500 metri sopra di noi

la Sabi, prima dell'ultimo canale a 40° che sbuca sulla calotta sommitale

la Sabi arriva in cima. Sono le 10.50

panorama sull' Hintergrat completamente innevata

Sabi in vetta

Caldo in vetta. Tira vento, scendiamo rapidamente

Sabi a telemark, discesa sulla calotta

la neve è un po' ventata ma le pendenze sono perfette

ancora Sabi sotto i seracchi

Davide in discesa nel canale

Sabi e Davide scendendo verso il Vallone di Plaies, qui la neve è una pappa mostruosa

sotto i seracchi decidiamo la strategia per evitare di farci travolgere dalle valanghe del vallone che conduce al rifugio, siamo quasi a mezzogiorno, tardi per oggi

arriviamo sani al rifugio. Qui Dany scende nella pappa sotto al rifugio

Davide in velocità su muschio

tornando a Tre Fontane

ultimi metri prima di un bel bagno nel fiume gelato !!

Informazioni:
Gita con grande dislivello e poco sviluppo che si può spezzare dormendo al rif. Borletti (J1 = 600m, J2 = 1700m). La gita presenta alcuni rischi oggettivi in un corto tratto in cui la traccia passa sotto alcuni seracchi pensili. Presenta due tratti con pendenze sui 40°.
Da Trafoi prendere la strada che porta a chiesetta Tre Fontane (Drei Brunnen, 1605m). Salire per sentiero n.15 al rifugio Borletti (2188m), vi attenderà una simpatica guida con grappa alla mano. Mattina si parte alle 4.00 per tornare prima di mezzogiorno, numerose valanghe investono il vallone per arrivare al rifugio. Attraversare il vallone di Plaies verso sinistra stando piuttosto alti giungendo alla parte destra orografica. Questa è la parte più pericolosa della salita essendo esposti per 100 metri circa alla caduta dei seracchi pensili soprastanti. In vent'anni il rifugista dice che non ci sono stati incidenti salvo nel 2008 in cui è morto uno sciatore (l'incidente è avvenuto alle 6 di mattina). Da qui alzarsi sul fianco del vallone. I seracchi sono sempre presenti ma stando verso sx salendo si possono evitare eventuali crolli. Si arriva ad un pianoro e quindi a 2900m si sale un canale prima con gli sci poi a piedi (40°). Al termine si sbuca sulla cresta, aggirare verso dx fino a giungere ad una conca glaciale sormontata da seracchi. Stare sulla sx salendo e arrivare alla cresta nevosa (a sx si trova il biv. Lombardi, 3316m). Qui salire il ripido pendio (35-40°) e giungere sulla calotta sommitale (crepacci). Salire alla cima direttamente aggirando a sx o a dx una caratteristica vela di ghiaccio. Discesa per il percorso di salita. Si evita il primo stretto canalino scendendo giù dritti dalla conca glaciale e attraversando poi a dx prendendo il canalino, quindi seguire ancora il percorso di salita.
Dai Forni in 1h30

 

Gran Zebru, 3859 m
da Valle dei Forni - S3 (F/ 3.3), 1150 m, esp. S-E *****

salendo dalla Pizzini. A dx il pendio della normale

il canale sopra il Passo della Bottiglia

la cima del Gran Zebru

Informazioni:
La più bella della zona ed una delle più belle discese delle Alpi.
Dai Forni in 1h30 alla Pizzini. Partenza alle 7.00 prendere a sx dell'isoloto roccioso e  su per il canale del passo della Bottiglia, tratto ripido ma fattibile con gli sci. Dal colle si sale per la parete E con gli sci ai piedi (chi non è pratico di pendenze è meglio che lasci gli sci al colle) salire fin sotto la cresta che si percorre normalmente a piedi. Scendere dalla vetta con gli sci con pendenze iniziali sui 45° poi pendenze regolari sui 35-40°.

 

Palon de la Mare, 3704 m
da Valle dei Forni - S2 (F/ 2.1), 1970 m, esp. W-S **

Informazioni:
Da Valle dei Forni prendere per il rif. Branca. Seguire la morena dx del gh. dei Forni e risalire a q. 2810 i pendii a sx dentro un bel canalone fino a sbucare sul ghiacciaio. Continuare verso sx per rimontare una spalla che porta su una cresta larga che porta in cima.

 

Cima Sternai, 3443 m
da Fontana Bianca (Val d'Ultimo). S2 (E/2.3), disl. 1530m, esp. NE ***

Informazioni:
Gita sciisticamente molto valida con possibilità di rendere impegnativa la discesa a piacimento.
Dal lago a piedi fino al rif Canziani quindi dritti in direzione del Weissbrunnerjoch. A ca. quota 2750 piegare a sx per il gh. della Cima Sternai fino in cima. La discesa è libera: scendendo dalla via di salita si scendono comunque pendii di 30-35°, se si scende prima della vetta vs NE la pendenza aumenta a 40°(cosa che abbiamo scelto), se si scende sotto la cima vs E la pendenza probabilmente arriva a 50°


 

 

Gruppo Adamello - Presanella

Corno Bianco, 3434 m
da Passo Presena e ritorno dal Pisgana. S2 (F+ / 2.2), disl. 1350 m, esp. N ****

Gita SA1 FALC. Il percorso di salita del primo giorno visto dal Passo Presena

la discesa al rif Mandrone

va che bel gruppo compatto.

Alessandro in sbanfamento (almeno così sembra)

il rifugio Caduti all'Adamello

dal rif. Caduti all'Adamello si vede la traccia di salita al rifugio (a dx) e la lunga traccia di salita del giorno dopo (dritta)

la cima del Corno Bianco.

un po' di caos al passaggino

la bella discesa dal Corno Bianco

respira respira

Mat.

Ma è statico ?

la salita al Venerocolo....l'ultima.

ma dove siamo ? sul Venerocolo o sul Venezia ? gira la carta...non così!!

Caldo e Aurelie

quella belva del Luigi in cima....meglio tenerlo d'occhio questo qui !

La discesa dalla Punta del Venerocolo sul Pisgana.

la parte finale della discesa sul Pisgana. In questo tratto sono possibili valanghe dal lato dx

Informazioni:
E' è stata la gita di chiusura dell'SA1 2006 FALC. Non che questo debba fare pensare che sia una gita tranquillissima. Di sicuro è una gita di soddisfazione, visto che si elimina un po' di dislivello con gli impianti e in più si scende lungo la vedretta del Pisgana fino a Sozzine (Ponte di Legno). Dislivello di salita 1350 m, 2000 m di discesa. Si sale con gli impianti al Passo Presena, quindi con un mezzacosta si scende al rif Mandrone e si attraversa la vedretta del Mandrone senza pericoli fino ad arrivare al rif Caduti all'Adamello. Arrivandopresto si può fare un po' di discese nella polvere (noi l'abbiamo trovata) andando su al cannone o al Passo Croce per poi ritornare al rifugio. Il giorno dopo è un po' monotono per attraversare il lungo ghiacciaio piatto fino al Passo degli Inglesi. Da qui con una grande curva si sale il Corno Bianco da SW, ripido l'ultimo tratto. In cresta a piedi. Per scendere sul Venerocolo, scendere una ventina di metri stando sulla dx ed entrando in un piccolo canalino da cui ci si cala con un piccolo passaggio di arrampicata (II+) sul versante N. Bella discesa un po' ripida (35°) che porta poi all'altezza di Cima Garibaldi. Si risale alla Punta Venerocolo e poi si scende lungo una cresta nevosa un po' esposta sulla vedretta del Pisgana. Scendere lungo la vedretta (qualche crepo visibile sui cambi pendenza) fino a Sozzine (attenzione ad eventuali valanghe dal versante dx or.).
 

 

Gruppo delle Dolomiti di Brenta

Cima Sella, 2917 m
traversata Grosté - Vallesinella. S3 (F/3.2), disl. 480m (disc. 1400m), esp. N-NW *****

Pausa al Castelletto dopo aver passato il canale ripido

in piedi in cima, un po' intristiti dal freddo

Informazioni:
Gita veramente spettacolare per l'ambiente e il percorso sciistico. Da effettuare con neve sicura.
Si sale con la funivia del Grosté al Passo Grosté quindi si attraversano in direz. S le piste, si apssa un tratto roccioso e quindi aggirando la bastionata che scende da Cima Grosté si percorre la Vedretta Vallesinella. La cima davanti a noi presenta 2 fasce rocciose che possono essere superate con gli sci se l'innevamento è abbondante altrimenti presentano passaggi di II. La parte finale si fa in ogni caso a piedi. Vista splendida dalla cima.
Discesa: Si scende verso NW nel canale che passa tra il Castelletto Superiore e quello di Mezzo (tratto a 35-40°) fino a raggiungere il Rif. Tuckett, poi più facilmente al Rif. Casinei. Di solito a piedi al Rif. Vallesinella ma dipende sempre dalla neve.
 

Val di Non

Capodanno in Val di Non
 

arriviamo la notte del 31, il silenzio della neve, la luce delle frontali

non sembra vera, una baita delle favole

il calore di una bella serata

e di una pentola di pizzoccheri

c'è sempre qualcuno che ride per nagott

è mezzanotte, bacio subito chi amo

è mattina. E' l'ora di smaltire i pizzoccheri !

Aurelie verso la cima del Mont Roen

la befana Chiara si aggira nel bosco

Aurelie a rotta di collo evitando gli alberi

ancora la befana Chiara all'inseguimento di qualche folletto

alla prossima !!