Alpi PennineGrand Combin, Cervino, Monte
Rosa, Mischabel
Bibliografia:
SUCAI - Dalle Marittime al Vallese - CDA
Mezzavilla Pellissier - Orizzonti Bianchi - Inalto
Dal Monviso al Sempione - SUCAI TO
www.rifugionacamuli.com
G. Buscaini - Monte Rosa - CAI TCI
Scialpinismo quota 4000 - CDA
F. Scanavino - Scialpinismo in Svizzera - CAS
Gruppo del Grand Combin
Grande Rochere - Grand Combin - Mont Gelé - Collon -
Arolla
Val Ferret - Valpelline, Val di Bagnes - Val d'Arolla
Tete Entre Deux Sauts, 2729
da Plampincieux (Val Ferret), S1 (E/1.1), disl 1450m, esp. NE-NW
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Il rifugio Bonatti. Sullo sfondo il Bianco |
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Informazioni:
Gita invernale che è possibile spezzare in 2 giorni dormendo al rif. Bonatti.
Stupendo il panorama sulle Jorasses. Un po' noioso il primo tratto fino a La
Vachey.
Risalire la valle fino al LaVachey sulla pista da fondo e al Vallone Malatrà
prendere per il rif. Bonatti. Da qui si risale al Passo Entre Deux Sauts. A
piedi sulla cresta S alla cima. Discesa per la Vall' Armina. Possibile anche il
giro inverso.
Testa dei Frà, 2818m
da Morge (La Salle). S1 (E/1.2), disl. 1120, esp. SW-S ***
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Caldo sui pendii sotto il colle |
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l'ultima perteghetta alla cima |
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Informazioni:
E' una gita che non dovrebbe offrire pericoli, però una mia carissima amica la
pensava allo stesso modo e il 5 gennaio 2003 ci ha lasciato la vita sotto i
pendii finali. Preferisco non aggiungere altro.
Punta Leissé o Leysset, 2771 m
da Vetan (Val d'Aosta). S1 (E/1.1), disl. 1100m, esp. S
***
Informazioni:
Gita priva di pericoli, tranne l'ultimo tratto sotto la vetta da affrontare solo
con neve sicura o dopo che ha già scaricato. Da fare subito dopo una nevicata.
Da Vetan salire in direz. NW seguendo il pendio alla cresta che scende sulla dx
orogr della Punta Leissé. Si può anche salire al colle quotato 2622 e quindi
salire per la cresta nevosa E in cima. Consiglio il bar di Sarriod per rifarsi
delle energie!!!
Col Serena, 2547m
da Motte (Val Gran S.Bernardo). S1 (E/1.1), disl. 877m, esp. NE
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dal Colle la cima, che non si fa quasi mai |
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Informazioni:
Gita molto facile adatta per iniziare lo scialpinismo. Comunque fare sempre
attenzione, i pendii sotto il colle necessitano comunque di neve assestata.
Da Motte seguire la carrozzabile e passare sotto il viadotto, entrare nel bosco
sulla sx e raggiungere Alpeggi Bois Bassi (1950m). Una volta sul pianoro alla
fine del bosco raggiungere il colle verso dx per pendii dolci.
Monte Flassin, 2772m
da St. Oyen (Val Gran S.Bernardo). S1 (E/1.3), disl. 1372m, esp. SE
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Una foto storica. Da sinistra Enrico, dietro l'elettrico, Caldo davanti, quindi Angelone, dietro col cappello Giannello e in basso a dx il Fabio |
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Informazioni:
Gita frequentatissima, forse alla nausea. Appartiene agli albori di qualunque
carriera scailpinistica. I pendii finali comunque alla cima presentano pendenze
molto interessanti. Possibile fare la traversata dalla Combe Citrin.
Salire per le piste di St Oyen e poi nella Combe Flassin fino alla malga
omonima, quindi salire i pendii a destra.
Testa Cordella, 2663m
da St. Oyen (Val Gran S.Bernardo). S2 (E/2.2), disl. 1300m, esp. S
***
Informazioni:
Gita alternativa al Mont Flassin che condivide il percorso fino alla malga.
Superatala stare a sx dello sperone e al pianoro in alto traversare a dx vs la
cresta della cima. Discesa per il canale che porta direttamente alla malga
(35°). Sono possibili altri canalini + impegnativi che scendono alla malga.
Punta Kurz, 3498m
da Place Moulin (Valpelline) in discesa in traversata sul ghiacciaio Brulé
S2 (E/2.3), disl. 1530m, esp. S/E/N ***
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Da Place Moulin si costeggia tutto il lago. Se la strada è tutta innevata con gli sci si fa veloce, se è sgombra dalla neve non è male usare la MTB. Se c'è neve molle a tratti è una rottura di metti e togli gli sci. Inutile dire come era la strada. |
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rislendo la Camba d'Oren si raggiunge il Plan du Gan. In fondo i pendii da dove si sale al rifugio. L'altra possibilità è a destra per canalini ripidi. |
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Caldo non sopporta il caldo. |
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il lungo traverso che dal rif. Nacamuli porta al Col Collon |
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risalendo al Collon, a destra si vede il tracciato di salita alla Becca Vannetta... non male direi. |
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nei pressi del Col Collon. Si intravede in fondo il pendio nord della Punta Kurz |
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salendo sulla crestina finale |
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ci esercitiamo un po' in topografia. Settimana prox dovremmo essere qui per l'esame INSA |
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dalla cima, si apre sotto il canalone del ghiacciaio del Brulé....che ci apprestiamo a sverginare....mmmmh |
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i bei pendii che scendono a sud dalla Becca Vannetta sullo stesso ghiacciaio del Brulé |
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Luciano, scendendo dalla Kurz sul ghiacciaio |
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Luciano in piegamento distensione...evvvvai ! |
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scendendo lungo il canale, evitando alcune colate di neve umida |
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puntino = Caldo alla fine del godimento |
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il pendio godurioso di discesa |
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il canale si restringe nella parte finale, pendenze non sostenute |
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Luciano nell'ultimo pezzo del vallone. Qui stare alti per uscire sulla destra dal canale |
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ultime curve al limite della tenuta...fra un po' ed è pappa |
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l'ultimo pezzo come potete vedere è stato una catastrofe. Pendii senza neve, discesa per canali svalangati misti a pietre, discesa non facile da trovare. |
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Informazioni:
Da Place Moulin è una gita di notevole impegno per il dislivello e il notevole
sviluppo. Sarebbe una gita "da non perdere" se non fosse per la lunga strada sul
lago. Da Place Moulin, dove c'è la diga si costeggia il lago fino alla Cappella
di La Lè poco prima del Rif Prarayer, dove si comincia a salire per la Comba d'Oren.
Continuare nel pianoro passando in corrispondenza del ponticello sulla sx or e
salire per il valloncello tra la Becca della Vannetta e la morena a sx per
sbucare nel Plan du Gan. Qui se la neve è sicura si prendono i canalini verso dx
per salire al rifugio, oppure salire nel valloncello di fronte e risalire sulle
terrazze sopra il rifugio Nacamuli. Continuare sul traverso o in fondo valle a
seconda delle condizioni della neve e risalire al Col Collon. Qui prendere il
pendio alla vs destra che conduce in cima alla Punta Kurz (6h da Place Moulin).
Scendere al colle compreso tra la Kurz e il Brulé per un vallone inizialmente
ripido (35-40°) che conduce al ghiacciaio del Brulé, scendere per un altro
tratto meno ripido ma molto bello fino ad un imbuto che conduce ad un canale
stretto una decina di metri sui 30-35° che porta al pianoro finale che porta ad
una stretta gola finale. Qui stare sulla destra il più alti possibili e
cercare di risalire i pendii che portano al di là della cresta che scende dalla
Gran Vanna. Continuare alti fino ad imboccare un canale che scende sui pianori
che conducono al rif. Prarayer. Da qui a Place Moulin.
Becca Vannetta, 3361m
da Place Moulin (Valpelline) in traversata dalla Punta Kurz
S2 (E/2.3), disl. 1630m, esp. S/E/N ***
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Si comincia l'esame INSA parte scialpinismo primaverile. Ho zero allenamento e due notti praticamente insonni. Julie è nata l'altro ieri. Speriamo siano clementi con me !!. Qui siamo in marcia sulla strada a bordo del lago. Il gruppo è simpatico. |
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Nel gruppo sono con Alberico, è simpatico, mi sa bello allenato lui...sigh! |
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Si prosegue in fila indiana nella Comba d'Oren. |
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Salendo al rifugio Nacamuli. E' la stessa strada che ho fatto 20 giorni fa. |
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Dopo il Col Collon. E' obbligatorio fare una traccia nuova. Ho voglia di dormire, mi chiedo cosa faccio qui con la mia piccola a casa. |
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Alla cima ci arrivo col fiatone. E a pensare che solo 20 gironi fa ho fatto la stessa gita bello tranquillo. Non so se è la motivazione che manca o le notti in bianco. |
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L'istruttore vuole che (unico gruppo) scendiamo sul ghiacciaio del Brulé e risaliamo alla Becca Vannetta. Mi viene da vomitare all'idea. Scendo ma non so con quali forze risalirò, Per il momento mi godo la discesa che già conosco. |
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Mi hanno messo davanti a fare il passo talmente ero lento. Non sono abituato ma vorrei vederli al posto mio !! Sono arrivato su non so come. Ho voglia di dormire. Scendiamo al rifugio Nacamuli, mi tolgo gli scarponi e mi fiondo a letto. Domani ci aspetta la Becca di Blanchen. Zzzzzzzz..... (un grazie ad Alberico per le foto che sono sue) |
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Informazioni:
Vedi Punta Kurz per la salita alla cima. Scendere al colle compreso tra la Kurz e il Brulé per un vallone inizialmente
ripido (35-40°) che conduce al ghiacciaio del Brulé, quindi risalire la pala che
si vede alla propria destra per facili pendii. Dalla cima scendere verso N e
quindi la bella discesa che si apre e che porta al vallone che scende al rif.
Nacamuli. Da qui si segue il percorso di salita.
Grand Blanchen, 3379m
dal rif. Nacamuli (Valpelline) in traversata dal ghiacciaio Otemma alla Combe de Sassa
S2 (PD/2.2), disl. 1400m, esp. mista ***
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Ed eccoco ripartiti per la seconda giornata dell'esame INSA dopo la Punta Kurz e la Vannetta di ieri oggi è la volta del Grand Blanchen. Saliamo qui al Col Collon, sono ancora in coppia con Alberico. |
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Dopo un'interrogazione di 1 ora sulle legature su ghiacciaio finalmente si mette in pratica anche se non necessario. Procediamo legati al Col de l'Eveque |
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Caldo interrogato sul orientamento e topografia |
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Scesi sul ghiacciaio dell'Otemma, ora si sale sul ghiacciaio di Blanchen |
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a dx una bellissima cima da fare: l'Aouille Tseuque. C'è anche un bivacco vicino nel caso. |
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si sale sempre facendo traccia |
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l'ultimo pezzo ripido porta al colle. A sx la meta. |
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gli altri gruppi nei pressi della cima |
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Alberico in cima. La cresta che porta in cima si percorre facilmente (qualche passo di II) in 30 min. |
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bella discesa nella Comba de Sasse...anche se troppo corta |
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la Comba de Sassa nei pressi del bivacco.
Ancora un grazie ad Alberico per le foto |
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Informazioni:
Giro completo e lungo, da fare quando la neve nella Comba de Sassa arriva fino
in fondo. Se si parte da Place de Moulin occorre prevedere 2 macchine.
Vedi Punta Kurz per la salita al rif. Nacamuli. Salire al Col Colon quindi
prendere la direzione W per il Col de l'Eveque e traversare tenendosi sulla dx
fino al Col du Petit Collon. Scendere sul ghiacciaio dell'Otemma fino a
incontrare il ghaicciaio di Blanchen che scende dalla sx. Risalirlo facilmente
fino al colle posto a W della cima. In 30 minuti si sale alla cima (PD). Dal
colle si scende la bella pala della cima poi si piega nella Comba de Sassa fino
in fondo. Possibile anche scendere per il magnifico canalone che da quota 3256m
scende nella Comba d'Oren. In questo caso non sono necessarie le 2 macchine.
Becca di Lusseney, 3504m
da La Ferrera (Valpelline),
S2 (F/2.3), disl. 1900m, esp. N-NW ****
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La terza uscita dell'esame comincia subito male: io e Luciano non sentiamo la sveglia. Sono tutti andati e qualcuno che sapeva dove eravamo non ha neanche detto nulla. Mah ! Partiamo di volata e troviamo dove ci sono le altre macchine. Non devono essere lontani. Paolo Piumatti, il nostro istruttore è sceso per dirci che sono poco sopra. Ouf, adesso si tratta solo di recuperare, l'esame non è perduto. Mi sento in forma. |
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Io e Luciano raggiungiamo gli altri del gruppo: Alberico, Balok e Paolo. Qui Balok al vallone che sale dopo Pra de Dieu vs E. Qui occorre salire dopo q. 2600 vs un canalone evidente a dx |
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Scegliamo di prendere il canale successivo più stretto, ch eporta anch'esso sul ghaicciaio soprastante. Nella foto Paolo il bandito. |
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Salendo faticosamente il canale ghiacciato sci ai piedi |
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Il canale si fa più ripido. Ci togliamo gli sci. Luciano nella foto |
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Dopo l'attraversamento del ghiacciaio in leggera salita, si sale a dx per l'evidente pala che porta in cima. La pendenza aumenta |
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Un passaggino delicato su pendenza a 40°. |
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S'inizia la discesa. Caldo va a prendere la parte più ripida..e più vergine ! |
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La parte finale della bella neve in corrispondente del bel canalino sopra Pra de Dieu.
E' finita ! Per ora è andata tutto bene. |
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Grand Combin, 4314 m
salita per la parete NW e discesa dal Mur de la Cote
da Fionnay (Val di Bagnes),
S3 (D/3.3), disl 2825 m, esp. NW *****
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Il Grand Combin visto dalla Cab de Panossiere. Il gestore ci ha accolto con una stretta di mano al rifugio e la sera ci ha cucinato un ottimo stinco di maiale. Di fronte sotto il grande plateau sommitale si vede il Corridor che va attraversa da dx vs sx. |
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Mamo e Luigi, salendo al Plateau du Dejeuner. Il ghiacciaio era coperto di un bello strato di neve fresca da battere. Sul Grand Combin proseguiamo poi solo io e Mamo. |
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Sulla parete NW la prima parte si sale con ramponi e piccozza slegati poi la parte finale sotto i seracchi abbaimo fatto un paio di tiri di corda. Qui Mamo alla prima sosta su ghiaccio. |
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Caldo sulla parete NW. La pendenza è qui sui 60° |
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Mamo alla fine del secondo tiro sotto i seracchi |
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Caldo nel passaggio finale tra i seracchi del terzo tiro (60°, pass. 70°). Da qui siamo usciti sul Plateau sommitale. Quindi abbiamo rimesso gli sci fino in cima. Arrivati in cima, appena il tempo di togliere le pelli e siamo stati avvolti da una nebbia che non si vedeva 1 metro da noi.... |
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Abbiamo cominciato a scendere lungo la cresta alla ricerca del Mur de la Cote. Mamo, credendo di esserci decide di scendere ma di colpo lo sento urlare e la sua voce scomparire nel vuoto. Precipita lungo la parete sbattendo ripetutamente contro le rocce ma fortunatamente sempre con lo zaino che gli fa da cuscino. Come d'incanto la nebbia scompare, scendo dal Mur de la Cote ben visibile e lo vedo a pochi metri dal crepaccio: la borraccia di alluminio e gli occhiali rotti sono il risultato di quell'interminabile volo. Un miracolo! Nella foto in rosso la "discesa" di Mamo, in nero quella del Mur de la Cote. |
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Caldo prima di affrontare il Corridor che ci porta al rifugio. Dimenticavo: il rifugista ci ha seguito con il cannocchiale lungo il percorso. |
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Informazioni:
Gita magnifica e completa. Salendo per la parete NW si ha la possibilità di
compiere una bella ascensione alpinistica ssociata ad una bella sciata evitando
in saita la roulette rousse del Corridor (caduta di seracchi)
Da Fionnay (1490m) si sale per sentiero estivo ripido e faticoso (molta acqua
lungo il percorso) che porta alla Cabane de Panossiere (2669m). Il rifugio è uno
dei migliori che abbia mai visto con un gestore come dovrebbero esserlo tutti e
una cena da ristorante.
Partiti dal rifugio alle 4.00. Si sale (poco) il lungo Ghiacciaio di Corbassier
fino al Plateau du Dejeuner. A sx parte il lungo Corridor sotto i seracchi.
Davanti invece la parete NW. Fino ai seracchi offre pendenze tra i 40 e i 45 poi
si fanno due tiri di corda per superare i seracchi terminali con pendenze
intorno ai 60°. Una volta sul Plateau (4000m ca.) si ricalzano gli sci fino in
cima (10h).
Discesa seguire la cresta fino a trovare un pendio sui 40-45° che scende in
direzione NE e si riallaccia al Corridor. Scendere questo pezzo evitando i
blocchi di ghiaccio e cercando di non fermarsi. Al Plateau du Dejeuner
riallacciarsi al percorso di salita (4h per la discesa).
Pigne d'Arolla, 3790 m
traversata Cab. des Dix - Cab des Vignettes (Val di Bagnes)
S2 (E / 1.2), disl 1130 m, esp. E-SE ****
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salendo alla calotta sommitale. In aliante ci sorvola |
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arrivando alla Cab des Vignettes |
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Informazioni:
Bella attraversata in ambiente glaciale. Traccia non complicata, ma difficile
l'orientamento in caso di nebbia.
Da Arolla prendere lo skilift e salire al Pas de Chevre (400 m). Scendere con la
scala sul ghiacciaio di Chelion e attraversarlo vs WSW fino alla Cabane des Dix.
Il giorno dopo risalire il ghiacciaio in direzione delle Pointes des Tsena
Refien stando sulla sx (crepacci) fino a raggiungere la parte meno ripida del
ghiacciaio. Puntare in direz SW entrando nel catino glaciale e non perendo quota
rimontare il tratto ripido q. 3600m fino al Col du Brenay, continuare vs E fino
alla sella tra La Pigne e la quota 3772. Salire in cima. Da qui scendere in
direz ESE girando a sx (crepacci) al Col des Vignettes lasciando il rifugio
sulla dx. Scendere sul ghiacciaio des Pieces ad Arolla.
Gruppo del Cervino
Dent d'Herens - Cervino - Dent Blanche - Zinalrothorn
Valtournenche, Val de Zinal e Mattertal
Monte Zerbion, 2722m
da Promiod (Valtournenche).
S1 (E/1.2), disl. 1230m, esp. W ****
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la polvere magica nei boschi dello Zerbion |
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Informazioni:
Gita ideale dopo un'abbondante nevicata. Neve da urlo.
Da Promiod salire per mulattiera ad Arsine e dopo essere entrati nella valle
girare a dx per entrare nel bosco fino a raggiungere i prati che raggiungono la
cima. Per la parte finale può essere necessario togliere gli sci . Attenzione
presenza di cornici.
Zinalrothorn (L'Epaule). 4017 m
da Zinal (Val de Zinal). S2 (AD/2.1), disl. 2340m, esp. NW-SW
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Oli, salendo lungo la cresta finale che porta all'Epaule |
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Caldo in cima a cavalcioni sulla cresta. In fondo la vetta del Zinalrothorn |
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Caldo sui magnifici pendii che scendono dalla cresta |
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bivacco finale alle macchine |
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Informazioni:
Sciisticamente una bella gita. Offre un panorama sull'Obergabelhorn e sulla Dent
Blanche incomparabile.
Da Zinal continuare con l'auo su sterrato fino a quando la strada sale. A piedi
fino alla morena (1h), quindi quando la strada sale a dx per il Petit Mountet
continuare dritto in direzione del ghiacciaio che si segue sulla dx orogr. fino
a quota 2650 dove si piega a sx abbandonando il ghiacciaio e salendo alla Cabane
du Mountet (2886m). Partenza la mattina alle 6.00 stando sulla sx costeggiando
le rocce fino alla testa del ghiaccaio sotto l'Epaule. Risalire a piedi la
cresta nevosa, quindi 100m rocciosi (AD) fino alla cima. Discesa da urlo lungo
la prima metà del ghiacciaio.
Gruppo del Monte Rosa
Val d'Ayas, Val di Gressoney, Valsesia, Mattertal
Monte Bieteron, 2764m
da Estoul (Val d'Ayas), S1 (E/1.2), disl 950m, esp. SW **
Informazioni:
Gita invernale su terreni facili e priva di pericoli. Qualche pendio più ripido
e la parte finale della cresta richiedono un po' di attenzione.
Dagli impianti di Estoul salire dritti in direzione dell'evidente pala
triangolare. All'Alpe Chanlossere (q.2004m), salire lungo il dosso che sale in
direz NE. All'anticima si possono lasciare gli sci e percorrere la cresta nevosa
che porta in cima (esposta).
Punta Valnera, 2754m
da Estoul (Val d'Ayas), S2 (E/2.3), disl 950m, esp. S ***
Informazioni:
Gita invernale. I pendii finali richiedono neve sicura.
Dagli impianti di Estoul seguire la pista di fondo entrando nella valle del rio
Chamen. Entrare nel bosco per tratti a volte ripidi. Costeggiare sulla dx e si
giunge al pianoro dei laghi per poi risalire il ripido canalino (30-35°) che
porta al colle a sx della vetta. Poi a dx a piedi in vetta. Possibile la discesa
dalla cima con gli sci (40°).
Punta Dufour, 4634 m
da Rotenboden (Mattertal) - S3 (AD-/3.1), disl. 2000m, esp. N
*****
Informazioni:
Gita lunga, ma molto bella e completa.
Lasciamo l'auto a Tash e prendiamo il treno per Zermatt (15Fr) quindi cambiamo
per Rotenboden (40Fr). Si scende dalla stazione direttamente sul ghiacciaio a
2678m prendendo poi per la MonteRosahutte (2795m).... tenetevi un po' di eneria
per il pendio finale al rifugio Noi abbiamo portato la tenda e l'abbiamo messa
davanti ai massi che ci sono vicino al rifugio (dovevamo allenarci per il Pamir
e poi con quello che costa il viaggio almeno si risparmia su vitto e alloggio).
Partenza alle 4 rampanti agli sci, una luce magnifica illumina il cielo. Si
risale il Rosagletscher senza problemi fino al colle (5h), attenzione solo verso
quota 3300 per la presenza di numerosi crepi incrociati. Al Silbersattel si sale
la cresta nevosa spesso ghiacciata, quindi si prosegue per la cresta di misto
che porta in vetta (esposta, diff. PD+/AD-, 2h). Per ritornare in giornata a
prendere il treno ricordarsi che l'ultimo che scende a Zermatt è alle 20.00.
Punta Gnifetti, 4554 m
da Punta Indren (Valsesia) - S2 (F/2.1), disl. 1300, esp. SW
***
Informazioni:
Gita classicissma in bell'ambiente. Primo giorno con 200 m di disl ci si porta
al rif. Mantova attraversando il gh. Indren. Quindi il secondo giorno passando
dal rif. Mantova si prosegue fino al colle del Lys (crepacci). Quindi si
traversano i pendii ovest della punta Parrot e, puntando inizialmente in
direzione della Punta Zumsetin ci si dirige poi vs la Punta Gnifetti dove c'è la
Capanna Margherita.
Gruppo del Mischabel
Mischabel, Andolla, Weissmies
Mattertal, Saastal
Dom de Mischabel. 4545 m
da Randa (Mattertal), S3 (PD/3.2), disl. 2510m, esp. E-N
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Il Dom preso dal Nadelhorn |
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Informazioni:
Bellissima salita, molto faticosa, una vera "matassata"
L'ho fatta un mercoledì con Mamo, come matassata dell'anno e tale si è rivelata.
Dal paese di Randa si sale subito bene per bosco fino all'Europahutte, quindi
inizia la ferrata, ben attrezzata con scale e corde. Con gli sci in spalla è una
bella sfaticata. Dopo 4 h arriviamo alla Domhutte, non c'è nessuno, ci
installiamo nel rifugio. Ci sono 50 posti disponibili, cucina economica con
legna e riscaldamento per soli 19 Fr da corrispondere alla padrona di casa a
Randa o direttamente nella cassetta.. Sveglia alle 4, percorriamo la morena
sulla sx del Festgletscher. Individuare bene il canale che porta al Festjoch
(3723 m) non salire come abbiamo fatto noi al Hochwachte perche di lì non si
passa. Dal Festjoch ci siamo calati sul ghiacciaio e abbiamo fatto un po' di
curve per aggirare alcune seraccate che scendevano dalla cima. Puntiamo al
Lenzjoch, faticosamente arriviamo al colle con tutto il pendio da battere. Salgo
in cima con gli sci in spalla, arriviamo in vetta dopo 9h. Dala cima le prime
curve sono a 45° poi 40° fino al colle. La discesa per la pala del DOm nella
polvere è entusiasmante. Scegliamo di scendere nel canale in mezzo ai seracchi.
Risaliamo a Festjoch, nel canale di discesa ci prendiamo una scarica di ghiaccio
e roccia...ouf!! miracolati !! Arriviamo al rifugio dopo 12h....ma ci aspettano
1500m di dislivello con ferrata in discesa da fare. E' proprio una matassata !
Weissmies, 4023 m
da Saas Almagell (Saastal), S2 (PD/2.2), disl. 2350m, esp. S-SW
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Informazioni:
Bella salita. Io purtroppo devo aver sbagliato il periodo perchè tre quarti
della gita li abbiamo fatti sci in spalla. Altrimenti la gita vale sicuramente
la pena.
Da Saas Almagell si prende il sentiero per l'Almagellerhutte per l'Almagellertal
(che poca fantasia questi svizzeri). Il sentiero che dal fondo della valle sale
al rifugio è bello ripido e faticoso (25-30°), ma tanto si fa a piedi ! Dal
rifugio si parte alle 6.00 per il Zwischbergenpass, senza problemi. Dal passo
salire sul pendio a sx che scende dalla cima (spesso ghiacciato) fino a dove è
possibile prendere la cresta rocciosa. Lasciare quindi gli sci e proseguire
sulla bella cresta rocciosa (PD, pass II) e poi nevosa fino in cima.