Alpi Lepontine

Monte Leone, San Gottardo, Ticino e Adula

Bibliografia:
M. Gnudi - Dal Sempione allo Stelvio - CDA
F. Scanavino - Scialpinismo in Svizzera - CAS
G. Miotti - 282 itinerari di scialpinismo fra alto Lario ed Engadina - GdG
R. Armelloni - Alpi Lepontine - CAI TCI

 

Gruppo del Monte Leone
Monte Leone - Blinnenhorn
 

Spitzhornli, 2737 m
da Ospizio Sempione. S1 (E/1.1), disl. 730m, esp. SE **
Informazioni:
Facile gita priva di pericoli su pendii aperti.
Salire in direz. WNW seguendo la valle che porta alla cima.

Cima di Valtendra, 2693
da San Domenico (Val Divedro, VB). S2 (F/2.3), disl. 720m, esp. SW ***

Livia nel passaggino chiave che da l'accesso alla cresta di salita finale

l'Annina cerca la via più difficile per la discesa

Informazioni:
Da Varzo salire con l'auto fino a San Domenico. Con gli impianti risalire fino all'Alpe Ciamporino (1975m), poi in direzione NE per facili pendii fino a prendere uno dei canalini che scendono dalla cresta SE del Valtendra (+ sono a sx + sono ripidi). Salire quindi in cresta fino alla cima.

Seehorn, 2439m
da Gaby (Val Divedro, VB). S1 (E/1.3), disl. 1150m, esp. W **

Informazioni:
Dal tornante dopo Gabi, attraversare il torrente, entrare nel bosco seguendo una mulattiera fino a quando questa vi porta sull adx orografica della valle. Continuare a salire seguendo i numerosi masi lungo la valle fino al pendio finale da affrontare vs dx salendo (solo con neve sicura, ripido), quindi in vetta.
 

Pizzo Cervandone, 3210
salita per il Canale Ferrari e discesa per parete NW
da Alpe Devero (VB). S3 (PD/3.2), disl. 1570m, esp. NE-NW *****

Informazioni:
Gita completa molto bella con neve spesso polverosa.
Dall'Alpe Devero attraversare il bel bosco per imboccare la Valle della Rossa. Salire i ripidi pendii (attenzione solo con nevi assestate) e a q. 2200m risalire la morena a sx e quindi il ghiacciaio fino all'attacco del canalino. Salire il Canale (PD, 45°) fino al colletto. Quindi risalire sulla sx i pendii che scendono dal cervandone e percorrere l'ultimo tratto su roccia un po' marcia (PD). Discesa: scendere il ripido pendio a NW in traverso per risalire alla punta 3112m. Da qui scendere al Passo Marani tra la q. 3108 e la q. 3087. Da qui scendere il ghiacciaio sotto la Punta Marani per scendere ai Piani della Rossa e quindi all'Alpe Devero.

Pizzo Bandiera, 2817m
da Alpe Devero (VB). S2 (E/2.2), disl. 1120m, esp. NE-S ****

Informazioni:
Gita molto bella con neve spesso polverosa.
Dall'Alpe Devero attraversare il bel bosco per imboccare la Valle della Rossa. Salire i ripidi pendii (attenzione solo con nevi assestate) e a q. 2200m risalire e quindi puntare al colle tra il Cervandone e il Bandiera. Da qui su cresta nevosa in cima. Con nevi assestate è possibile sciare la pala NE della cima e quindi scendere ai Piani della Rossa e quindi all'Alpe Devero.

 

 

Gruppo del San Gottardo
Monte Rotondo, Pizzo Centrale

Pazolastock, 2739 m
da Oberalppass. S1 (E / 2.1), disl 700 m (1300m discesa), esp. NE ***

in treno verso l'Oberalppass

la partenza del corso SA1

salendo sulle pendici del Pazola

verso la cresta

il passaggio della cresta verso la cima

Informazioni:
Da Andermatt si prende il treno fino a Oberalppass. Risalire i pendii del Pazola in direz SW fino a giungere alla cresta a q. 2600 poi in vetta. Discesa si può scendere per la via di salita o altrimenti se le condizioni di neve sono sicure scendere dalla vetta lungo la cresta per un centinaio di metri e poi scendere in direzione W verso Pazoalstafeli. Discesa molto remunerativa fino ad Andermatt.

Stotzigen Firsten, 2745m
da Realp - S1 (E/1.1), disl. 1210m, esp NE ***

Laegenden Firsten, 2541 m
da Realp - S1 (E/1.1), disl. 1010m, esp. NE **

Siamo al 15 novembre. Non mi è mai capitato di sciare in tanta polvere come oggi

la gita si svolge praticamente sul fianco dx or. della cresta, che si segue fino in cima

la valletta che porta alla cima del Laegenden Firtsen

dalla cima del Laegenden Firsten si vede l'ultima pala che porta allo Stotzigen

la cima dello Stotzigen

l'inizio delle danze in una una polvere magnifica, purtroppo già sverginata, ma per il 15 novembre non ci si può certo lamentare

Luciano, il Conte, sempre molto composto

Aurélie alla fine del plateau, esausta

Oli il + scatenato, cerca di trovare il limite dei suoi nuovi Movement Iki

Anche Guido è concentrato a testare i suoi Stockli Pit Pro

Caldo si gode la polvere con le sue vecchie assi

... controluce

un grazie a Steph per il prestito di alcune foto della discesa....io ero troppo concentrato a sciare !!

Informazioni:
Gita tranquilla in cresta. Ideale dopo un'abbondante nevicata.
Dalla stazione della ferrovia di Realp, si segue la ferrovia fino al ponte che passa il torrente Furkareuss, attraversarlo, quindi seguire la strada per due tornanti. Qui salire sulla dx in corrsipondenza di alcune baite e guadagnare la cresta. Passare una baita e prendere una piccola valle che porta alla prima cima del Laegenden Firsten (disl. 1000m). Proseguendo in piano si raggiunge una pala triangolare che termina alla cima dello Stotzigen

Piz Lai Blau, 2961 m
da Passo Lucomagno. S3 (E / 3.3), disl 1060 m, esp. SE ***

Aggiornamento istruttori di scialpinismo FALC. Viene consegnata una carta con il punto dove andare, il Piz Lai Blau. Basta. Nebbia e tempo nuvoloso

i pendi da attraversare dopo aver lasciato la cresta

la cresta finale. Quasi tutti in cima... non male.

Prova di discesa (non prevista): canale a 40°.

Guido, direi bene !

lungo traverso indiscesa sulla sx per raggingere i pendii sopra la diga

Informazioni:
Dalla diga del Passo del Lucomagno si sale lungo i pendii che portano alla cresta SE che scende dalla quota 2759 passando per gli Stablets. Quando la cresta non consente più di proseguire, a ca. 2500m di quota attraversare vs N oltrepassando due canaloni ripidi e passando un costone che scende fino a 2600m fino ad incontrare un valloncello che sale in direzione WNW fino a raggiungere il vallone glaciale che scende dal Piz Lai Blau. Salire la cresta fino in cima. Il percorso fin qui è un S1 se si scegli di tonare dalla stessa parte. Molto remunerativo scendere dal canale che si prende direttamente dalla cima in direzione SSE, 40-45° pe i primi 10 m poi sui 35° fino al fondo. Richiede condizioni di neve assolutamente sicure. Dal piano a q. 2458 tenere la sx per scendere dai pendii degli Stablet.

 

 

 

Gruppo delle Alpi Ticinesi
Basodino - Campo Tencia - Val Bedretto - Val Leventina

 

Marchorn, 2962 m
da All'Acqua (Val Bedretto). S3 (PD/3.1), disl. 1450 m, esp. N ***

Un debito ad Arno per avermi prestato le sue foto. Qui partenza da Dall'Acqua

fuori dal bosco i pendii che portano vs il passo San Giacomo

chi non attraversa in basso, prima dei piloni, deve farsi queste creste in traversata verso sx

attraversando vs la bocchetta

i pendii che portano alla bocchetta di Formazzora

dall'altra parte,la primavera. Il ghiacciaio di Cavagnoo, sullo sfondo sulla x il Marschorn

scendendo dal passo

verso il Marschorn suul ghiacciaio

al passo, a sx si va al Pizzo Fiorina...niente di eccezionale.

a dx con una bella arrampicata si va al Marschorm (qui Arno su un tratto aereo)

la Sabi sfoggia il telemark sui bei pendii che portano a All'Acqua

Informazioni:
Da All'Acqua si risalgono i pendii nel bosco vs l'Alpe di V. Olgia. Prima di salire al Passo di San Giacomo stare sui pendi di dx orogr. nella gran conca che rimane sotto i pendii W del Pizzo Grandinagia. Salire seguendo i tralicci alla bocchetta di Formazzora (35°). Traversare (occhio ai pendi sulla vs dx che al sole possono scaricare) vs SW e risalire il ghiacciaio del Cavagnoo. Dalla selletta possibile salire al Pizzo Fiorina (F) o a dx al Marschorn (PD+, II, esposto) per roccette.
 

Helgenhorn, 2837 m
da All'Acqua (Val Bedretto). S1 (E / 1.1), disl. 1220 m, esp. SE *

Informazioni:
Gita facile con pendii sciabili nella parte alta e sotto il Passo San Giacomo ma complessivamente si racchetta troppo per i miei gusti. Si sale per il bosco seguendo il sentiero che porta al Passo San Giacomo e poi a dx in cima.

 

Foisc, 2208 m
da Madrano - Airolo (Val Leventina). S1 (E / 1.3), disl. 1000 m, esp. E-SE *

Vento forte da nord, pericolo 4 e tanta tanta neve come non si vedeva da anni. Con queste premesse abbiamo scelto questa gita. Altrimenti non vedo proprio il motivo per farla ! Oggi siamo in tanti: Caldo, Dany, Gianni, Oli, Sandro, Chiara, Sabi, Davide, Enrico, Ronny, Samantha e altri amici

protetti dal vento, il cielo è terso

Dany in una radura sulla cresta

dopo Pian del Toi troviamo questi distacchi da reptazione, non li avevo mai visti così grandi, sembrano crepacci. Qui la pioggia o l'erba lunga ha fatto disastri

salendo tra i crepacci di neve molle

sbucati sulla cresta finale il vento è bestiale, da non stare in piedi. Qui Enrico, sullo sfondo la Val Bedretto

Chiara

vento forte sulle creste

Dany e Davide cercano di mettersi gli sci senza volare via

le uniche curve decenti della gita. Qui Dany in una splendida serpentina....ma vanno proprio bene questi sci nuovi !

Sabi scende con dei fat da telemark...contenta lei a portarli su !

ultima curva per Sabi....poi comincia il macello nel bosco fitto con neve crostosa e marcia...una vera delizia

Informazioni:
Gita facile e sicura, di ripiego e ideale dopo nevicate abbondanti e con nevi poco assestate anche se ben poco sciabile. Protetta per la magggior parte da un bosco fitto quindi ideale nelle giornate ventose. Bosco all'inizio comunque ripido se si parte da Madrano, ma possibile salire da Brugnasco (820 m disl) per sentiero + dolce. Al 2° tornante dopo Madrano per Brugnasco salire per sentiero lungo la dorsale che passando per le case di Rutan porta facilmente alla cima. Discesa passare dalle case di Ce di fuori e ricongiungersi alle case di Rutan e proseguire fino a Brugnasco (bosco sopra Madrano troppo fitto). Noi l'abbiamo fatta con pericolo 4 con un corso SA1 !
Da Pianezza (Olivon

 

Piz Larescia, 2195 m
da Pianezza - Olivone (Val Blenio). S1 (E / 1.1), disl. 1100 m, esp. NE-E **

Informazioni:
Gita facile e iper sicura, ideale dopo nevicate abbondanti e con nevi poco assestate. Noi l'abbiamo fatta con pericolo 4 con un corso SA1 !
Da Pianezza (Olivone) si sale sulla strada e boschi radi sino alla radura a q.1368 quindi sempre su strada/sentiero proseguire alle baite a q. 1636 e 1738. Risalire nel vallone a W e raggiungere la vetta.

 

 

 

Gruppo dell'Adula
Adula - San Bernardino - Tambò
 

Pizzo Tambò, 3279 m
da Montespluga. S2 (F+/2.3), disl. 1350 m, esp. E ****

Guido sui pendii ripidi iniziali

il Tambò dal basso

Oli prima di salire in cresta

Guido sulla cresta di salita

Guido sul tratto un po' esposto

Guido nei pressi della vetta

Oli in vetta

Panorama. Sullo sfondo le nebbie del lago di Como

Informazioni:
Dalla strada dello spluga, salire per i pendii sull sx a q. 2065m. Ripidi, attenzione se neve non stabile. Stare sotto le rocce e salire un canalino ripido (max 40° per 10m), quindi proseguire per valloncelli e terrazzamenti puntando al Lattenhorn. Stare sul versante italiano per salire al Tamborello. Da qui scendere per una ventina di mertri e portarsi sotto la cima dove si lasciano gli sci. Risalire a piedi stando sulla cresta. Roccette facili (F+) qualche passaggio un po' esposto. Bel panorama da lassù. Discesa diverse possibilità sia sul versante svizzero sia su quello italiano, sfruttando i molteplici canalini che disegnano i versanti della montagna. Bella gita, una classica.
 

Pizzo Ferré, 3103 m
traversata Val Loga - Val Melera
da Montespluga. S3 (PD- / 3.2), disl. 1200 m ****

Montespluga, luce radente... si parte

(qualche foto è di Chiara e Roby www.bulgariclimbing.net)

il terreno di salita lungo la Val Loga

arrivati al biv Cecchini si vede la seconda parte sul ghiacciaio che porta al Pizzo Ferré

la traccia di salita sul ghiacciaio

sulla cresta Caldo ripreso da Roby, che oramai sarà congelato...

Chiara che assicura Francesco su un passaggino delicato

il canalino da prendere per proseguire la traversata sul versante della Val Melera.

Aurelie: "vado o non vado?"

Caldo e Aurelie nella parte finale del canale

in centro il canale di discesa

la quasi inesplorata Val Melera

Chiara e Francesco nella parte finale prima dei boschi che portano nella Val Febbraro

"salta Aurelie, salta !"

"No ho paura.....tolgo gli sci"

"se ci tieni...."

Informazioni:
Bella attraversata con discesa di soddisfazione su firn possibile anche in pieno inverno. Da fare con neve sicura. Necessarie 2 auto, uno la si lascia a Mottaletta, l'altra a Montespluga. Da qui si sale per la Val Loga al biv Cecchini, quindi si scende sul ghiacciaio e si sale fino alla sella (3h). In 30 min si raggiunge la vetta con bella arrampicata di misto seguendo la cresta esposta (1 pass. II). Ridiscendere alla sella e passare sul vers. S attraversando a W la cima senza perdere quota. Imboccare il primo canale di discesa sul vers S: 45° all'inizio ma neve normalmente buona, quindi 40° per ca. 500m. Si arriva in Val Medera,  vallone deserto che si scende interamente fino a 1900 m ca per poi dirigersi verso dx per ritrovare la strada che porta sul fondo della Val Febbraro e quindi a Mottaletta.