Alpi Graie

Informazioni:
Maurizio Oviglia - Rock Paradise - Versante Sud
Monte Bianco  - Guida Vallot - Ed. Mediterranee
Bassanini - Monte Bianco Le classiche - Vivalda
Rebuffat - Il Monte Bianco, le 100 più belle ascensioni - Zanichelli

 

Gruppo del Monte Bianco

Aiguille de l'M, 2844 m
Via Menegaux (Parete NW) - VII/A1 - tentativo **

Prendiamo la funivia alle 8.00, ci dirigiamo al Lac Bleu

passiamo sotto all'Aiguille de Peigne

attraversiamo la morena del ghiacciaio di Nantillons e saliamo il canale giù in fondo

saliamo alla parete NW

la via Menegaux fino a dove siamo arrivati

l'Aiguille de l'M e la via Menegaux fino a dove siamo arrivati

zaino carico di scarponi, ramponi, piccozza, la discesa è sulla parete SE, occorre portarsi tutto. Gianni sale il primo tiro, diedro di IV

si continua nel diedro, V poi IV, finora zero chiodi, si protegge con friends medio-grandi

dal diedro si esce in cima al pilastro su comoda sosta

Gianni parte su questa lama staccata, 2 chiodi e qualche cuneo marcio, l adanno di V+, secondo noi è 6c/A1

sopra la lama staccata, difficoltà continue. Alla fine ci siamo calati, il freddo e la voglia di non affaticarci per il nostro obiettivo di domani: la Contamine alla Punta Lachenal

Percorriamo il sentiero basso che ci riporta alla funivia, la carrelata delle Aiguilles de Chamonix inizia. L'Aiguille de l'M sulla sx e Aiguille de la Republique sulla dx

Nascosta dalle nuvole a sx l'Aiguille de Blatiere, più a dx ma a sx del ghiacciaio il Dent du Caiman, il Dent du Crocodile e piccola punta dell'Aiguille du Plan. A dx del ghiacciaio molto appuntita la bellissima Aiguille des Deux Aigles e tutto a dx seminascosta dalla nuvola l'Aiguille des Pelerins.

A sx il gruppo del Dent du Caiman, Dent du Crocodile, Aiguille du Plan e Aiguille des Deux Aigles, ancora nascosta dalla nuvola l'Aiguille des Pelerins e davanti in centro alla foto l'Aiguille du Peigne

l'Aiguille du Peigne collegata dalla facile traversata Midi Plan all'Aiguille du Midi

Informazioni:
Le quotazioni sono molto strane di questa via. Viene data TD dappertutto. Le guide più datate danno poi come V+ la difficoltà dei passaggi, Bassanini conferma il V+ ma consiglia di portarsi le staffe (non si capisce se è V+). Siti come camp to camp la danno TD, 6b/A1, il che è un controsenso. Concordiamo con una valutazione addirittura di 6c/A1 ma a questo punto sarebbe un ED+.  Parlano di via chiodatissima e invece abbiamo trovato una marea di cunei di legno marci. Freddo in parete. Siamo tornati indietro alla fine del terzo tiro.

 

Punta Lachenal, 3613 m
Via Contamine (Parete SE), TD+, VI+ (V+/A1), 250 m ******

Prendiamo la prima funivia, qui scendiamo verso il Col du Midi, in fondo il Triangle du Tacul

scendiamo al Col du Grso Rognon passando di fianco alla parete N della Punta Lachenal

la fessura di attacco della Contamine

Gianni preferisce attaccare dalla variante data di 6b, lui la valuta meno....margine !!

camping d'altura sotto al Cosmiques

Gianni salendo il secondo tiro (V)

la parte facile del terzo tiro

la lunga fessura del quarto tiro che porta all'uscita del tetto (V+)

salendo sul 5° tiro alla terrazza della sosta prima del tiro chiave

panorama sul Dente del Gigante

il tiro chiave, VI+, continuo, poco materiale in via

le fessure verticali della via

il tiro chiave appena a sx dello spigolo, VI+

l'uscita del 7° tiro, fine delle difficoltà (VI)

di fianco il Couloir Gervasutti e la Jaeger continuavano a scaricare. Noi purtroppo dobbiamo calarci a 50 m dalla vetta, crampi alle mani e timore di perdere l'ultima funivia... vuol dire che ci dobbiamo ritonare per scalare sulla roccia più bella su cui sono mai stato.

Informazioni:
Ad oggi la più bella via di roccia mai fatta per la qualità eccellente della roccia e delle fessure. Pochi chiodi in via, soste spesso chiodate. Unico no l'affollamento.
Meglio raggiungere l'attacco dalla Francia, dormendo al Ref. Cosmiques (caro) o come abbiamo fatto noi in giornata da Chamonix prendendo la prima funivia (6.30). Scendere al Col du Midi, quindi al Col du Gros Rognon e attraversare a dx fino ad arrivare alla base della parete SE della Punta Lachenal (40 min). Per ritornare ricordarsi che ci si mette almeno 1h30 e che l'ultima funivia è alle 18.00.
Dallo spigolo a dx c'è un terrazzino da dove da dx vs sx sale una fessurina (variante di 6b che abbiamo fatto), quindi la fessura dell'attacco originale(V+), quindi il diedro di attacco della via Harold e Maud (V+).
L1 salire per la fessura originale o la variante fino alla sosta sulla sx (chiodi), entrambe stupende proteggibilissime con friends o nuts, V+ o 6b, 40m.
L2 salire vs sx una fessura poi attraversare a sx e salire alla sosta con resinati (IV+) o proseguire dritti fin sotto il diedro, sosta su cordini (V), 30m.
L3 affrontare il diedro, faticoso, dulfer (V+) poi più facile verso dx (III) fino alla sosta su chiodi, 30m.
L4 salire verso dx a prendere una fessura larga (BD3-4, V), che continua fino ad un tetto faticoso (V+) con spit a dx, sostare subito dopo, 50m.
L5 sfruttando delle bellissime fessure si sale ad un terrazzino sullo spigolo (IV), 20m.
L6 ripassare vs sx lo spigolo (resinato) e salire su fessure verticali ben proteggibili, continuo, VI+, 1 nut e 1 friend incastrati, fino alla sosta su resinati, 50m.
L7 continuare dritti su fessure più fini ma più appoggiate nella parte finale, sosta verso sx su resinati, VI, 40m
L8 salire per facili fessure appoggiate fino ad un terrazzino ove c'è una  sosta con resinati, IV, 50m
L9 salire lungo una fessura e poi un tettino che riporta sullo spigolo, V, 30m
L10 continuare fino in vetta per facili fessure (III).
Discesa lungo la via fino alla partenza di L7 e poi su Harold e Maud su resinati con catena.
Materiale: 2 serie di friends complete almeno dal 0,75 al 3, il resto 1 serie, utili  TCU e nuts, cordini.

 

Dente del Gigante, (4013 m)
Via Normale (Parete SW), AD+, IV+,  160 m ***

Tempo stabile, è l'ultimo giorno d'estate ma fa molto freddo. Prendiamo la prima funivia delle 8.30 e io e Davide tentiamo di fare il Dente del Gigante in giornata.

Dal Torino (ore 9.00) costeggiamo le Marbrees e saliamo alla gengiva del Dente. C'è molta neve e soprattutto poca gente.

Il percorso di salita per arrivare alla gengiva e il Dente con i suoi caratteristici due cornini

Arriviamo alla gengiva in 2h15. Attreversiamo sotto la parete sud e siamo all'attacco (nella foto). Cominciamo ad arrampicare alle 11.45

Per fare più veloci scegliamo di mettere le scarpette, la parete sud sembra pulita. Che stupidi... fatto il primo tiro la via piega sul versante SW e troviamo neve nelle fessure e sui terrazzini. Le scarpette oltre a congelarci i piedi ci fanno scivolare sulle liscie placche del secondo tiro (nella foto).

Davide nei diedri del 4° tiro

La seconda punta del dente (6° tiro) vista dalla prima punta.Siamo in cima alle 14.30, 2h45 dall'attacco, siamo veloci, nonostante la neve.

Panorama dalla vetta, un piccolo balcone sul gruppo del Bianco

Inizio delle doppie. Purtroppo la corda ci si incastra per ben due volte, perdiamo tempo prezioso, partiamo alle 15.15 verso il Torino, abbiamo meno di 1h30, si ritorna più veloci possibili

Arriviamo alle 16.40, l'ultima funivia ci scappa per un soffio. Il sentiero per tornare a valle è chiuso per lavori. Non ci resta che dormire quassù. Nella foto il Dente alle prime luci dell'alba

Informazioni: La via è una straclassica, d'estate letteralmente invasa dagli alpinisti. La roccia è sanissima ma lisciata dal passaggio in certi punti...e per lisciare il granito ce ne vuole ! Su 2/3 della via è presente un canapone che ne facilita la salita (D se non si usa con passaggi di V+). Materiale necessario: cordini e friend 0,5-2 BD.
Dal Rif. Torino attraversare il Plateau del Colle del Gigante passando sotto le Aiguilles Marbrées e portarsi a sx del circo glaciale sotto il Dente, Qui salire il canale (occhio alla caduta sassi se sono presenti altre cordate) e giungere su una crestina che scende dal Dente e termina alla vs sx ad un gendarme. Salire la cresta verso il Dente su misto (pass. II) fino ad un grande gendarme rossastro che si passa scendendo leggermente sul versante italiano. Risalire sulla cresta nevosa sotto al Dente (Salle à Manger). Costeggiare la parete S del Dente su una cengia fino al suo termine ove c'è una lama staccata (cordini).
L1 prendere la lama e salire (spit, IV+) di 4 m, poi traversare a sx per entrare in una canale di rocce rotte (III+), e sostare su un terrazzo sotto le placche, 50m.
L2 salire le placche Burgener seguendo il sistema di fessure (IV+, corda fissa), fino ad una cengetta, chiodi e fittoni, 45m
L3 salire qualche metro poi traversare a dx per un sistema di lame (IV, corda fissa) poi superare un diedrino (IV+), 50m.
L4 salire alcuni diedrini stando sul lato dx o sulla cresta (V+, corda fissa) fino ad un pulpito. 40m.
L5 continuare sulla crestina che porta ad un muretto verticale che sbuca sulla prima punta, III+, 40m.
L6 scendere e poi risalire alla seconda punta, III, corda fissa.
Discesa: si può scendere direttamente dal pulpito del IV tiro sul versante S con 2 doppie (consigliato), altrimenti con 4 doppie sulla via di salita. Le soste hanno gli anelli di calata.

 

Vallone di Piantonetto

Scoglio di Mroz
Via Impressioni di Settembre, TD+, 6b (6a obbl), 160 m****

Chiara sulla bellissima fessura del primo tiro (6a+). Sfoderando tutta la mia cavalleria l'ho lasciata andare avanti.....visto che si tiene come una bestia

un bel friend prima di appendersi un po'...

Caldo all'inizio del secondo tiro, 6a

ancora Caldo sulla seconda lunghezza

Chiara mentre spunta dallo spigolo del secondo tiro

la durissima fessura di 6b...oltre non siamo andati

qui in sosta sulla Gogna che passa a sx della nostra via e sulla quale ci siamo calati. La via sale lungo la lama staccata che qui finisce

Informazioni: Lo Scoglio di Mroz è una struttura isolata posta sulla dx orografica prima della diga del Lago di Teleccio. Offre molte vie in fessura e placca. Alcune in parte (molto in parte) spittate, la maggior parte chiodate in modo classico.
Avvicinamento: salire la valle fino a San Giacomo in auto (dovrebbe essere divieto ma...) e prendere una stradina a sx con scritto Proprietà Privata e parcheggiare davanti ad una vecchia stazione della teleferica. Salire (ometti) dal tetto della stazione fino allo Scoglio soprastante (1h). Seguire gli ometti per sentiero ripido e rimanere nel bosco. Evitare di passare nel fiume e tra i massi incastrati attraverso un foro con corda sfilacciata (come abbiamo fatto noi). 1 ora.
Purtroppo non l'abbiamo terminata e siamo arrivati al tiro chiave di 6b ma speriamo di tornarci. I primi 3 tiri erano fantastici.
E' la seconda via a sx partendo dallo spigolo dove arriva il sentiero
L1 fessura verticale faticosa, al 3° spit andare a dx e sostare su piccola piazzola ( 6a+, 3 spit)
L2 a dx dello spigolo, placca con piccole protuberanze (6a, 4 spit)
L3 fessura orizzontale faticosa poi placca (6b, 3 spit)
L4 6a
L5 4c
L6 5c
Discesa in doppia.
 

Valle dell'Orco

Torre di Aimonin
Via Pesce d'Aprile, TD-, VI, 170 m*****

la rampa d'attacco

il traverso del secondo tiro

Enrico in dulfer sul terzo tiro

Quarta lunghezza, tiro chiave

Enrico all'inizio delle difficoltà. La fessura è molto piccola. Di nut neanche a parlarne

il punto chiave secondo me

poi da qui si protegge bene, la fessura è buona

Enrico sbuffa, siamo alla fine delle difficoltà

Quinto tiro, piccolo starpiombo per Enrico

Inizio delle doppie sulla Via dello Spigolo. Sotto Noasca.

La Torre di Aimonin, in rosso la via

Informazioni: Via molto estetica totalmente da proteggere, di valore storico. E' considerata infatti la prima via in Italia dove si sono utilizzati nuts al posto dei chiodi. Il nome infatti deriva dallo scherzo che Mike Kosterlitz e Gian Piero Motti fecero alla seconda cordata guidata da Ugo Manera durante la prima salita della via. Ugo si chiese come fecero a salire la via senza far uso di chiodi e Motti fece dondolare davanti al suo naso un mazzetto di nut, mai visti prima d'ora in Italia.
Dal parcheggio di Noasca salire il sentiero per la cascata passando dietro la chiesa. Salire per il bosco e dopo 50 m dal paese prendere una traccia di sentiero che si dirama sulla dx. Continuare a salire nel bosco fitto. Alla base dello spigolo sx (fila di spit di "Oui, on dance le roc") salire a sx dove c'è l'attacco alla base di una rampa a gradoni che sale vs dx (20 min).
L1 salire una facile rampa vs dx (III), rinviare alla sosta di "Oui on dance le roc" e salire il diedro sul lato dx e passare lo spigolo, la sosta è subito lì IV+, 30m. Si potrebbe come dicono alcune relazioni continuare fino alla sosta successiva ma ho l'impressione che la corda tirerebbe troppo.
L2 traversare orizzontalmente vs dx per 10 m su cengia rotta e quindi salire un diedro, spit su una placca, sostare su una cengetta erbosa, IV, 20m.
L3 prendere la lama che parte vs dx e poi riviene disegnando un arco. Dulfer faticosa di 6-7 m, si protegge bene con friend 0,5-1 (V+) poi salire vs dx su cengia sotto al diedro (III+)
L4 tiro chiave della via. Salire il diedro all'inizio tramite una fessura sottilissima (nut 1 o RP) poi si verticalizza ma la fessura diventa più aperta (friend 1-2. Dalle betulle uscire a sx sotto il tetto. VI, 20m. Non ci sono nè spit né friends incastrati  nella fessura.
L5 salire per una fessura, al suo termine 1ch. Salire il tetto ben ammanigliato e uscire a dx e sostare sotto un alberello, V, 30m.
L6 "farsi l'alberello" e (1 ch) continuare su una fessura continua e verticale da fare ad incastro (friend 2) fino all'uscita. V, 50m.
Discesa: salire una decina di metri traversando vs sx e scendere dalle soste della Via dello Spigolo, anelli di calata nuovi.
La via ha soste spittate, ma niente equipaggiamento in via, tranne 2 spit appartenenti ad altre vie che si incrociano e 2 chiodi vecchi. Necessari friend fino al 3 BD (0,5-1-2 doppi), nut piccoli o RP.

 

Caporal
Via Itaca nel Sole + Tempi Moderni, TD+, 6c+ o 6a/A1, 180 m*****

Il Caporal, un bel testone di granito compatto solcato da fessure infinite

il diedro nero e bagnato, partenza di Tempi moderni, 5b e delizia per la Chiara

uscita dalla zona umida, meno male che almeno c'è un chiodo (ruggine ovviamente)

Caldo all'uscita del primo tiro

Inizio della seconda lunghezza, una meravigliosa lama di 4b proteggibilissima (l'Orecchia del Pachiderma)

Alla fine della lama si passa ad una placca data di 6a

Chiara sulla bellissima fessura del secondo tiro

Chiara all'inizio del terzo tiro, prima dei ciapa e tira (6b+ o A1)

Caldo nel famoso movimento del ciapa (il rinvio)

Caldo sulle terrazze del quarto tiro di Tempi Moderni

nel diedro tra Rattle Snake e Tempi Moderni

muro compatto

Caldo all'uscita del quinto tiro. Alla S4 siamo andati oltre il diedro, dato di 5b e Chiara ha preferito passare al 7a+ di Tapis Roulant che ovviamente abbiamo azzerato in A1. Quindi abbiamo ripreso il controllo per finire ancora su Tempi Moderni. Insomma, era tanto bella la roccia che abbiamo voluto assaggiare un po' tutte le vie !!

All'ultimo tiro, 4 chiodi permettono di salire lo strapiombo finale di 6c+ in A1, staffa consigliata. Anche così non è uno scherzo.

Informazioni: E' la parete più famosa della Valle dell'Orco, patria del "Nuovo mattino", rappresentò l'arrampicata degli anni 70 dove si mise in pratica lo stile californiano dello Yosemite. La via è un'accoppiata di Tempi moderni (la prima via aperta in parete) e di Itaca nel Sole che permette di avere un grado omogeneo su tutta la via e di evitare sia il diedro erboso e bagnato del secondo e terzo tiro di Tempi Moderni che i gradi di 7b+ e A2 della seconda parte di Itaca nel Sole.
Il Caporal si raggiunge da Noasca, imboccare il tunnel e a metà uscire a sx per un'apertura della galleria. Parcheggiare. Salire per sentiero ripido alla struttura granitica subito a sx dell'uscita (15 min).
La via attacca nel secondo diedro partendo dallo spigolo a sx.
L1 salire per un diedro nero e bagnato con alcuni ciuffi d'erba, attraversare sul lato dx e salire in un diedrino stretto, sostare su un terrazzino a dx (30m, 5b, 2ch)
L2 salire la lama fantastica (4b) che serpeggia sopra di voi (Fessura dell'Orecchio del Pachiderma), uno dei + bei tiri del Caporal, dicono, poi proseguire per fessure verticali (30m, 6a, 2ch)
L3 salire dritti su placca poi dall'ultimo chiodo traversare a sx e proseguire sulla terrazza (40m, 6b+ o 5a/A1)
L4 salire a sx un muretto di 3 m (6b+ o A1) poi dal diedro proseguire a sx su terrazze e diedrini (5a) e sostare a dx su una piccola terrazza prima di un diedro (40m, 6b+ o 5a/A1, 3ch)
L5 salire il diedro faticoso a dx (6a/A1), quindi su placca e sostare a sx (30m, 6a/A1, 3ch)
L6 salire una breve placca (6a, 1ch) e poi un diedro strapiombante (6c+ o A1, 4 ch) poi facilmente su placca fio alla sosta (40m, 6a/A1, 7ch)
Discesa in doppia, meglio da Rattle Snake.