Alpi Graie

Informazioni:
Maurizio Oviglia - Rock Paradise - Versante Sud
Monte Bianco  - Guida Vallot - Ed. Mediterranee
Bassanini - Monte Bianco Le classiche - Vivalda
Rebuffat - Il Monte Bianco, le 100 più belle ascensioni - Zanichelli

 

Gruppo del Monte Bianco

Aiguille de l'M, 2844 m
Via Menegaux (Parete NW) - VII/A1 - tentativo **

Prendiamo la funivia alle 8.00, ci dirigiamo al Lac Bleu

passiamo sotto all'Aiguille de Peigne

attraversiamo la morena del ghiacciaio di Nantillons e saliamo il canale giù in fondo

saliamo alla parete NW

la via Menegaux fino a dove siamo arrivati

l'Aiguille de l'M e la via Menegaux fino a dove siamo arrivati

zaino carico di scarponi, ramponi, piccozza, la discesa è sulla parete SE, occorre portarsi tutto. Gianni sale il primo tiro, diedro di IV

si continua nel diedro, V poi IV, finora zero chiodi, si protegge con friends medio-grandi

dal diedro si esce in cima al pilastro su comoda sosta

Gianni parte su questa lama staccata, 2 chiodi e qualche cuneo marcio, l adanno di V+, secondo noi è 6c/A1

sopra la lama staccata, difficoltà continue. Alla fine ci siamo calati, il freddo e la voglia di non affaticarci per il nostro obiettivo di domani: la Contamine alla Punta Lachenal

Percorriamo il sentiero basso che ci riporta alla funivia, la carrelata delle Aiguilles de Chamonix inizia. L'Aiguille de l'M sulla sx e Aiguille de la Republique sulla dx

Nascosta dalle nuvole a sx l'Aiguille de Blatiere, più a dx ma a sx del ghiacciaio il Dent du Caiman, il Dent du Crocodile e piccola punta dell'Aiguille du Plan. A dx del ghiacciaio molto appuntita la bellissima Aiguille des Deux Aigles e tutto a dx seminascosta dalla nuvola l'Aiguille des Pelerins.

A sx il gruppo del Dent du Caiman, Dent du Crocodile, Aiguille du Plan e Aiguille des Deux Aigles, ancora nascosta dalla nuvola l'Aiguille des Pelerins e davanti in centro alla foto l'Aiguille du Peigne

l'Aiguille du Peigne collegata dalla facile traversata Midi Plan all'Aiguille du Midi

Informazioni:
Le quotazioni sono molto strane di questa via. Viene data TD dappertutto. Le guide più datate danno poi come V+ la difficoltà dei passaggi, Bassanini conferma il V+ ma consiglia di portarsi le staffe (non si capisce se è V+). Siti come camp to camp la danno TD, 6b/A1, il che è un controsenso. Concordiamo con una valutazione addirittura di 6c/A1 ma a questo punto sarebbe un ED+.  Parlano di via chiodatissima e invece abbiamo trovato una marea di cunei di legno marci. Freddo in parete. Siamo tornati indietro alla fine del terzo tiro.

 

Punta Lachenal, 3613 m
Via Contamine (Parete SE), TD+, VI+ (V+/A1), 250 m ******

Prendiamo la prima funivia, qui scendiamo verso il Col du Midi, in fondo il Triangle du Tacul

scendiamo al Col du Grso Rognon passando di fianco alla parete N della Punta Lachenal

la fessura di attacco della Contamine

Gianni preferisce attaccare dalla variante data di 6b, lui la valuta meno....margine !!

camping d'altura sotto al Cosmiques

Gianni salendo il secondo tiro (V)

la parte facile del terzo tiro

la lunga fessura del quarto tiro che porta all'uscita del tetto (V+)

salendo sul 5° tiro alla terrazza della sosta prima del tiro chiave

panorama sul Dente del Gigante

il tiro chiave, VI+, continuo, poco materiale in via

le fessure verticali della via

il tiro chiave appena a sx dello spigolo, VI+

l'uscita del 7° tiro, fine delle difficoltà (VI)

di fianco il Couloir Gervasutti e la Jaeger continuavano a scaricare. Noi purtroppo dobbiamo calarci a 50 m dalla vetta, crampi alle mani e timore di perdere l'ultima funivia... vuol dire che ci dobbiamo ritonare per scalare sulla roccia più bella su cui sono mai stato.

Informazioni:
Ad oggi la più bella via di roccia mai fatta per la qualità eccellente della roccia e delle fessure. Pochi chiodi in via, soste spesso chiodate. Unico no l'affollamento.
Meglio raggiungere l'attacco dalla Francia, dormendo al Ref. Cosmiques (caro) o come abbiamo fatto noi in giornata da Chamonix prendendo la prima funivia (6.30). Scendere al Col du Midi, quindi al Col du Gros Rognon e attraversare a dx fino ad arrivare alla base della parete SE della Punta Lachenal (40 min). Per ritornare ricordarsi che ci si mette almeno 1h30 e che l'ultima funivia è alle 18.00.
Dallo spigolo a dx c'è un terrazzino da dove da dx vs sx sale una fessurina (variante di 6b che abbiamo fatto), quindi la fessura dell'attacco originale(V+), quindi il diedro di attacco della via Harold e Maud (V+).
L1 salire per la fessura originale o la variante fino alla sosta sulla sx (chiodi), entrambe stupende proteggibilissime con friends o nuts, V+ o 6b, 40m.
L2 salire vs sx una fessura poi attraversare a sx e salire alla sosta con resinati (IV+) o proseguire dritti fin sotto il diedro, sosta su cordini (V), 30m.
L3 affrontare il diedro, faticoso, dulfer (V+) poi più facile verso dx (III) fino alla sosta su chiodi, 30m.
L4 salire verso dx a prendere una fessura larga (BD3-4, V), che continua fino ad un tetto faticoso (V+) con spit a dx, sostare subito dopo, 50m.
L5 sfruttando delle bellissime fessure si sale ad un terrazzino sullo spigolo (IV), 20m.
L6 ripassare vs sx lo spigolo (resinato) e salire su fessure verticali ben proteggibili, continuo, VI+, 1 nut e 1 friend incastrati, fino alla sosta su resinati, 50m.
L7 continuare dritti su fessure più fini ma più appoggiate nella parte finale, sosta verso sx su resinati, VI, 40m
L8 salire per facili fessure appoggiate fino ad un terrazzino ove c'è una  sosta con resinati, IV, 50m
L9 salire lungo una fessura e poi un tettino che riporta sullo spigolo, V, 30m
L10 continuare fino in vetta per facili fessure (III).
Discesa lungo la via fino alla partenza di L7 e poi su Harold e Maud su resinati con catena.
Materiale: 2 serie di friends complete almeno dal 0,75 al 3, il resto 1 serie, utili  TCU e nuts, cordini.

 

Dente del Gigante, (4013 m)
Via Normale (Parete SW), AD+, IV+,  160 m ***

Tempo stabile, è l'ultimo giorno d'estate ma fa molto freddo. Prendiamo la prima funivia delle 8.30 e io e Davide tentiamo di fare il Dente del Gigante in giornata.

Dal Torino (ore 9.00) costeggiamo le Marbrees e saliamo alla gengiva del Dente. C'è molta neve e soprattutto poca gente.

Il percorso di salita per arrivare alla gengiva e il Dente con i suoi caratteristici due cornini

Arriviamo alla gengiva in 2h15. Attreversiamo sotto la parete sud e siamo all'attacco (nella foto). Cominciamo ad arrampicare alle 11.45

Per fare più veloci scegliamo di mettere le scarpette, la parete sud sembra pulita. Che stupidi... fatto il primo tiro la via piega sul versante SW e troviamo neve nelle fessure e sui terrazzini. Le scarpette oltre a congelarci i piedi ci fanno scivolare sulle liscie placche del secondo tiro (nella foto).

Davide nei diedri del 4° tiro

La seconda punta del dente (6° tiro) vista dalla prima punta.Siamo in cima alle 14.30, 2h45 dall'attacco, siamo veloci, nonostante la neve.

Panorama dalla vetta, un piccolo balcone sul gruppo del Bianco

Inizio delle doppie. Purtroppo la corda ci si incastra per ben due volte, perdiamo tempo prezioso, partiamo alle 15.15 verso il Torino, abbiamo meno di 1h30, si ritorna più veloci possibili

Arriviamo alle 16.40, l'ultima funivia ci scappa per un soffio. Il sentiero per tornare a valle è chiuso per lavori. Non ci resta che dormire quassù. Nella foto il Dente alle prime luci dell'alba

Informazioni: La via è una straclassica, d'estate letteralmente invasa dagli alpinisti. La roccia è sanissima ma lisciata dal passaggio in certi punti...e per lisciare il granito ce ne vuole ! Su 2/3 della via è presente un canapone che ne facilita la salita (D se non si usa con passaggi di V+). Materiale necessario: cordini e friend 0,5-2 BD.
Dal Rif. Torino attraversare il Plateau del Colle del Gigante passando sotto le Aiguilles Marbrées e portarsi a sx del circo glaciale sotto il Dente, Qui salire il canale (occhio alla caduta sassi se sono presenti altre cordate) e giungere su una crestina che scende dal Dente e termina alla vs sx ad un gendarme. Salire la cresta verso il Dente su misto (pass. II) fino ad un grande gendarme rossastro che si passa scendendo leggermente sul versante italiano. Risalire sulla cresta nevosa sotto al Dente (Salle à Manger). Costeggiare la parete S del Dente su una cengia fino al suo termine ove c'è una lama staccata (cordini).
L1 prendere la lama e salire (spit, IV+) di 4 m, poi traversare a sx per entrare in una canale di rocce rotte (III+), e sostare su un terrazzo sotto le placche, 50m.
L2 salire le placche Burgener seguendo il sistema di fessure (IV+, corda fissa), fino ad una cengetta, chiodi e fittoni, 45m
L3 salire qualche metro poi traversare a dx per un sistema di lame (IV, corda fissa) poi superare un diedrino (IV+), 50m.
L4 salire alcuni diedrini stando sul lato dx o sulla cresta (V+, corda fissa) fino ad un pulpito. 40m.
L5 continuare sulla crestina che porta ad un muretto verticale che sbuca sulla prima punta, III+, 40m.
L6 scendere e poi risalire alla seconda punta, III, corda fissa.
Discesa: si può scendere direttamente dal pulpito del IV tiro sul versante S con 2 doppie (consigliato), altrimenti con 4 doppie sulla via di salita. Le soste hanno gli anelli di calata.

Val Ferret

Parete dei Titani
Venus ou bien Venise?, TD, 6b+ (6a+/A0), 350m****

Il tracciato della via

Con Paolo Serralunga ci incontriamo quasi per caso con Marco, Cri, Luca e Marina alla Parete dei Titani. E' una riscaldamento per altri progetti ambiziosi per tutti e un modo per arrampicare tra un acquazzone e un temporale

Con Paolo avevamo deciso di fare Titanic. Qui sul pimo tiro (crediamo) di 6b+. Poi io sul secondo tiro di placca di 6a sprotetto e poco proteggibile ho optato per la più addomesticata Venus e così ci siamo sparati questa magnifica via

Paolo sul bel terzo tiro dopo il piccolo strapiombo

la placca del quinto tiro prima di arrivare alla cengia mediana

Paolo impegnato sul tiro chiave, ben protetto

Paolo sul 7° tiro con una bella uscita a dx

il fantastico ottavo tiro, verticale ma manette manette e manette

le placche della via dalla sosta dell'ottavo tiro

l'ultimo tiro difficile prima delle facili rocce finali

Cri sulla seconda doppia

Informazioni:
La via più facile della Parete dei Titani. Via spittata con protezioni un po' lontane soprattutto su placca, più ravvicinata sul verticale. Roccia molto bella.
Da Arp Nuova prendere il sentiero che porta al rif. Dalmazzi. La parete si trova a dx dopo ca. 45 min.
L1 6b, verticale. L2 5c placca. L3 6a piccolo strapiombo poi fessure. L4 6a placca. L5 6a placca, attraversare la cengia. L6 6b+ (obbl. 6a+) placchissima. L7 5c placca fessurata. L8 6a+ verticale, strapiombante ma molto ammanigliato e protetto. L9 6a su roccia rotta poi diedro e placche sopra facili. L10-L11 III. Doppie sulla via

 

Vallone di Piantonetto

Scoglio di Mroz
Via Gogna, TD, VII- (VI/A0), 160m****

Oggi ritorno al Mroz in compagnia di Elisa... vuole provare a fare una via da proteggere. La Gogna è perfetta, ideale per riportare i gradi al loro giusto valore.

salita nelle boscaglia ancora più difficile del solito. Una valanga ha spazzato la valle quest'inverno rendendo il sentiero invisibile in più punti

primo tiro per Elisa, via il dente, via il dolore. Qui alla posa del primo friend, su una bella fessura diedro (5a)

il secondo tiro, il più bello (5c), una bella fessura in dulfer, più a dx su placchetta e poi fessura ancora ad incastro

Elisa in dulfer

la parte finale del secondo tiro, al bong incastrato

facile terzo tiro su lamoni rotti (IV+)

quarto tiro, quello chiave, 6a+ fisico (alla faccia del grado), ma ben protetto con 3 chiodi ben azzerabili

altro tiro impegnativo, questa volta per Elisa, diedro con difficile ristabilimento (5c)

sesto tiro un po' erboso, ho optato per finire su Impressioni di Settembre, lama molto bella anche se la parte successiva su licheni ed erba

Settimo e ultimo tiro per Elisa. Ci abbiamo impiegato 4 ore...non male. Ovviamente promossa a pieni voti...ma non avevo dubbi

ultima doppia

Informazioni:
Lo Scoglio di Mroz è una struttura isolata posta sulla dx orografica prima della diga del Lago di Teleccio. Offre molte vie in fessura e placca. Alcune in parte (molto in parte) spittate, la maggior parte chiodate in modo classico. La roccia è un'ottimo granito.
Avvicinamento: salire la valle fino a San Giacomo in auto (dovrebbe essere divieto ma...) e prendere una stradina a sx con scritto Proprietà Privata e parcheggiare davanti ad una vecchia stazione della teleferica. Salire (ometti) dal tetto della stazione fino allo Scoglio soprastante (1h). Seguire gli ometti per sentiero ripido e rimanere nel bosco. Evitare di passare nel fiume e tra i massi incastrati attraverso un foro con corda sfilacciata. Arrivati a 50 m dal grande masso che sbarra il letto del fiume sulla destra seguire un sentiero che entra nel bosco (ripido) e che arriva sotto allo Scoglio attraverso ripide cenge erbose. 1 ora. La via attacca in un diedro con in alto un alberello
L1  V, 25m.  Diedro aperto (chiodo all'attacco, V) che sale dritto fino ad una pianta (cordone) poi facilmente per gradone alla cengia ove si sosta a sx
L2  VI, 30m. Salire la lama stupenda in dulfer (vecchio spit, VI), quindi attraversare a dx (chiodo) seguendo una fessurina orizzontale e poi salire la fessura leggermente obliqua vs sx (bong incastrato, VI) e poi superare un leggero strapombo vesro dx (IV+).
L3 IV+, 25m. Salire a dx per rocce rotte (IV+) in un diedro fino ad un intaglio che comunica con l'altro versante.
L4 VII- o VI/A0, 30m. Salire il diedro strapiombante (2ch, VII- o VI/A0, attenzione al secondo poco sicuro) quindi fessura obliqua (1ch, VI-) fino alla lama staccata e ultima fessura verticale (1ch., VI) fino ad un terrazzo.
L5 VI, 35m. Salire il diedro chiuso da una lastra sopra, superare la strozzatura (1ch, VI) e continuare più facilmente sopra la lastra e poi continuare su una placchetta fino ad una cengia erbosa.
L6 V o VI+, 35m. A questo punto due possibilità: uscire a dx in un diedro con rocce rotte e poi continuare per una placchetta appoggiata ma lichenosa e uscita con erba (V) oppure salire verso sx sui tiri finali di Impressioni di Settembre (spit), poi bella lama (spit, V+), quindi placca (spit, VI+).
L7 V+, 25m. Salire la placca e poi un diedro verticale ammanigliato.
Discesa in doppia sulla via.
Materiale: friends fino al 2 BD, nuts, 10 rinvii.
 

Via Impressioni di Settembre, TD+, 6b (6a obbl), 160 m****

Chiara sulla bellissima fessura del primo tiro (6a+). Sfoderando tutta la mia cavalleria l'ho lasciata andare avanti.....visto che si tiene come una bestia

un bel friend prima di appendersi un po'...

Caldo all'inizio del secondo tiro, 6a

ancora Caldo sulla seconda lunghezza

Chiara mentre spunta dallo spigolo del secondo tiro

la durissima fessura di 6b...oltre non siamo andati

qui in sosta sulla Gogna che passa a sx della nostra via e sulla quale ci siamo calati. La via sale lungo la lama staccata che qui finisce

Informazioni:
Avvicinamento: vedi via Gogna.
Questa via purtroppo non l'abbiamo terminata e siamo arrivati al tiro chiave di 6b ma speriamo di tornarci. I primi 3 tiri erano fantastici.
E' la seconda via a sx partendo dallo spigolo dove arriva il sentiero
L1 fessura verticale faticosa, al 3° spit andare a dx e sostare su piccola piazzola ( 6a+, 3 spit)
L2 a dx dello spigolo, placca con piccole protuberanze (6a, 4 spit)
L3 fessura orizzontale faticosa poi placca (6b, 3 spit)
L4 6a
L5 4c
L6 5c Salire su un terrazzino quindi per lama stupenda. Proseguire per diedro appoggiato (delicato) un po' lichenoso e parte fiale a ciuffi d'erba. Possibile sostare sulla cengia, altrimenti proseguire (L7) per 20m su placca facile (2 spit) e diedro ammanigliato (spit) fino alla sosta sommitale.
Discesa in doppia.
 

Becco Meridionale della Tribolazione
Via Malvassora, D, V-, 300 m****

Oggi con la mia sorellina andiamo a fare questa bella via classica. Abbiamo dormito alla Trattoria degli Amici e cerchaimo di fare tutto in giornata, 1200m di avvicinamento e 300m di via

dai parcheggi della diga abbiamo attraversato la diga e salito il sentiero sulla dx orografica del lago

salendo dalla diga da sx si trovano questi begli alpeggi, consiglio però passare dal rifugio, più agevole

oggi non c'è nessuno in giro, a parte qualche camoscio che ci osserva dall'alto

la struttura del Becco salendo dalla diga

la via Malvassora, in rosso l'itinerario dello zoccolo e quello della via

salire allo zoccolo dalla diga ci vogliono 3h-3h30, la mattina è fresca

salendo sullo zoccolo, si vede lo sperone centrale dove attacca la via

nel camino del primo tiro. Abbiamo dimenticato le relazioni quindi cerchiamo di fermarci appena possibile

Dany nel bel diedro del secondo tiro

all'uscita del quarto tiro

Dany esce dal sesto tiro

Dany sulla vetta, che giornata spaziale, dietro il gruppo del Gran Paradiso

stupisce che in una giornata così bella di agosto non ci sia anima viva in giro, intorno a noi anche le valli sono deserte

Dany in cima, si sgranocchia qualcosa prima delle doppie

l'ultimo tiro, si sale in verticale quelle fessure

la prima doppia dallo sperone della cima

alta pressione sulla Valle Padana, in fondo il Monviso

Informazioni:
Bella via con roccia sorprendentemente solida, visto il grado e molto logica. Vista dalla cima eccezionale.
Avvicinamento: Dal parcheggio della diga di Teleccio salire al rifugio Pontese (45') quindi proseguire e dopo un centinaio di metri attraversare il torrente a sx su ponte di legno e continuare su sentiero fino a quando la valle si stringe e comincia sulla destra il conoide di detriti del Becco Meridionale. Salire allo zoccolo basale seguendo qualche traccia. Lo zoccolo presenta un aspetto a "V" solcato da un grosso canale centrale e uno meno accentuato sulla destra. Arrivare a quest'ultimo. Si attacca lo zoccolo 5-6 m a sx del canale, seguendo il percorso più facile (ometti). Salire con passaggi di II fino alla base dello sperone centrale (grosso ometto). Attacco a dx dello sperone (sosta con chiodi).
La salita segue logicamente la via più facile lungo lo sperone, ci sono molte soste lungo la via che permettono di spezzare i tiri ovunque (siamo saliti senza relazione). La relazione cerca di ottimizzare il percorso fatto e saltare qualche sosta.
L1  salire a dx del diedro, superare due chiodi (possibile sosta) ed entrare in un diedro stretto, passare delle placche (altra possibile sosta) a dx e poi rientrare a sx sul filo dello sperone, 60m, IV+
L2 salire il bel diedro fin quando si chiude. Qui uscire nettamente a dx su cengia ove si sosta, IV+, 30m, IV+.
L3 salire qualche metro (ch.) poi traversare a sx passando lo spigolo (esposto) e sostare su cengia, sosta a spit, 20m, IV.
L4 salire la placca, V- (2ch) su tacchette e spsostarsi a dx per entrare nel bel diedro, salirlo uscendo a dx e sostando sullo spigolo (sosta comoda), 40m, IV+.
L5 salire lo spigolo (1ch), proseguire un po' a sx, salire un diedro aperto (1ch), continuare su gradoni e salire un ultimo diedro da dove si esce a dx (sosta), 40m, IV+.
L6 salire il caminetto, V-, faticoso, fino al suo termine poi più facile a sx fino ad una netta cengia con sosta su catena, 30m, V-
L7 passare dei gradoni (cordone su spuntone), poi verticalmente leggermente verso dx quindi a sx salire un diedro, V- che poi porta a facili rampe e gradoni che portano verso sx alla cresta sommitale. Probabilmente esiste un modo più semplice ma non l'ho trovato.
Discesa: dal sasso sommitale catena per doppie che scendono su "Diamante Pazzo" sulla dx or dello spigolo centrale. Anche possibile scendere da "Conto fino a zero" sulla sx or. dello spigolo centrale. Possibile scendere lo zoccolo con 4 doppie nel canale di salita sulla sx or.
 

Valle dell'Orco

Torre di Aimonin
Via Pesce d'Aprile, TD, VI, 170 m*****

la rampa d'attacco

il traverso del secondo tiro

Enrico in dulfer sul terzo tiro

Quarta lunghezza, tiro chiave

Enrico all'inizio delle difficoltà. La fessura è molto piccola. Di nut neanche a parlarne

il punto chiave secondo me

poi da qui si protegge bene, la fessura è buona

Enrico sbuffa, siamo alla fine delle difficoltà

Quinto tiro, piccolo starpiombo per Enrico

Inizio delle doppie sulla Via dello Spigolo. Sotto Noasca.

La Torre di Aimonin, in rosso la via

Informazioni: Via molto estetica totalmente da proteggere, di valore storico. E' considerata infatti la prima via in Italia dove si sono utilizzati nuts al posto dei chiodi. Il nome infatti deriva dallo scherzo che Mike Kosterlitz e Gian Piero Motti fecero alla seconda cordata guidata da Ugo Manera durante la prima salita della via. Ugo si chiese come fecero a salire la via senza far uso di chiodi e Motti fece dondolare davanti al suo naso un mazzetto di nut, mai visti prima d'ora in Italia.
Dal parcheggio di Noasca salire il sentiero per la cascata passando dietro la chiesa. Salire per il bosco e dopo 50 m dal paese prendere una traccia di sentiero che si dirama sulla dx. Continuare a salire nel bosco fitto. Alla base dello spigolo sx (fila di spit di "Oui, on dance le roc") salire a sx dove c'è l'attacco alla base di una rampa a gradoni che sale vs dx (20 min).
L1 salire una facile rampa vs dx (III), rinviare alla sosta di "Oui on dance le roc" e salire il diedro sul lato dx e passare lo spigolo, la sosta è subito lì IV+, 30m. Si potrebbe come dicono alcune relazioni continuare fino alla sosta successiva ma ho l'impressione che la corda tirerebbe troppo.
L2 traversare orizzontalmente vs dx per 10 m su cengia rotta e quindi salire un diedro, spit su una placca, sostare su una cengetta erbosa, IV, 20m.
L3 prendere la lama che parte vs dx e poi riviene disegnando un arco. Dulfer faticosa di 6-7 m, si protegge bene con friend 0,5-1 (V+) poi salire vs dx su cengia sotto al diedro (III+)
L4 tiro chiave della via. Salire il diedro all'inizio tramite una fessura sottilissima (nut 1 o RP) poi si verticalizza ma la fessura diventa più aperta (friend 1-2. Dalle betulle uscire a sx sotto il tetto. VI, 20m. Non ci sono nè spit né friends incastrati  nella fessura.
L5 salire per una fessura, al suo termine 1ch. Salire il tetto ben ammanigliato e uscire a dx e sostare sotto un alberello, V, 30m.
L6 "farsi l'alberello" e (1 ch) continuare su una fessura continua e verticale da fare ad incastro (friend 2) fino all'uscita. V, 50m.
Discesa: salire una decina di metri traversando vs sx e scendere dalle soste della Via dello Spigolo, anelli di calata nuovi.
La via ha soste spittate, ma niente equipaggiamento in via, tranne 2 spit appartenenti ad altre vie che si incrociano e 2 chiodi vecchi. Necessari friend fino al 3 BD (0,5-1-2 doppi), nut piccoli o RP.

 

Caporal
Via Itaca nel Sole + Tempi Moderni, TD+, 6c+ o 6a/A1, 180 m*****

Il Caporal, un bel testone di granito compatto solcato da fessure infinite

il diedro nero e bagnato, partenza di Tempi moderni, 5b e delizia per la Chiara

uscita dalla zona umida, meno male che almeno c'è un chiodo (ruggine ovviamente)

Caldo all'uscita del primo tiro

Inizio della seconda lunghezza, una meravigliosa lama di 4b proteggibilissima (l'Orecchia del Pachiderma)

Alla fine della lama si passa ad una placca data di 6a

Chiara sulla bellissima fessura del secondo tiro

Chiara all'inizio del terzo tiro, prima dei ciapa e tira (6b+ o A1)

Caldo nel famoso movimento del ciapa (il rinvio)

Caldo sulle terrazze del quarto tiro di Tempi Moderni

nel diedro tra Rattle Snake e Tempi Moderni

muro compatto

Caldo all'uscita del quinto tiro. Alla S4 siamo andati oltre il diedro, dato di 5b e Chiara ha preferito passare al 7a+ di Tapis Roulant che ovviamente abbiamo azzerato in A1. Quindi abbiamo ripreso il controllo per finire ancora su Tempi Moderni. Insomma, era tanto bella la roccia che abbiamo voluto assaggiare un po' tutte le vie !!

All'ultimo tiro, 4 chiodi permettono di salire lo strapiombo finale di 6c+ in A1, staffa consigliata. Anche così non è uno scherzo.

Informazioni: E' la parete più famosa della Valle dell'Orco, patria del "Nuovo mattino", rappresentò l'arrampicata degli anni 70 dove si mise in pratica lo stile californiano dello Yosemite. La via è un'accoppiata di Tempi moderni (la prima via aperta in parete) e di Itaca nel Sole che permette di avere un grado omogeneo su tutta la via e di evitare sia il diedro erboso e bagnato del secondo e terzo tiro di Tempi Moderni che i gradi di 7b+ e A2 della seconda parte di Itaca nel Sole.
Il Caporal si raggiunge da Noasca, imboccare il tunnel e a metà uscire a sx per un'apertura della galleria. Parcheggiare. Salire per sentiero ripido alla struttura granitica subito a sx dell'uscita (15 min).
La via attacca nel secondo diedro partendo dallo spigolo a sx.
L1 salire per un diedro nero e bagnato con alcuni ciuffi d'erba, attraversare sul lato dx e salire in un diedrino stretto, sostare su un terrazzino a dx (30m, 5b, 2ch)
L2 salire la lama fantastica (4b) che serpeggia sopra di voi (la fine della fessura dell'Orecchio del Pachiderma), uno dei + bei tiri del Caporal, dicono, poi proseguire per fessure verticali (30m, 6a, 2ch)
L3 salire dritti su placca poi dall'ultimo chiodo traversare a sx e proseguire sulla terrazza (40m, 6b+ o 5a/A1)
L4 salire a sx un muretto di 3 m (6b+ o A1) poi dal diedro proseguire a sx su terrazze e diedrini (5a) e sostare a dx su una piccola terrazza prima di un diedro (40m, 6b+ o 5a/A1, 3ch)
L5 salire il diedro faticoso a dx (6a/A1), quindi su placca e sostare a sx (30m, 6a/A1, 3ch)
L6 salire una breve placca (6a, 1ch) e poi un diedro strapiombante (6c+ o A1, 4 ch) poi facilmente su placca fio alla sosta (40m, 6a/A1, 7ch)
Discesa in doppia, meglio da Rattle Snake.

Sergent
Via Nautilus, TD-, VI (V+/A0 obbl.), 270 m****

E' quasi l'uscita sociale della FALC, siamo io e Giannello, Ramon con Matteo e Nicola con Roberto. La proposta del Nautilus sembra riscuotere successo. Qui il diedro di attacco della via

la lama di attacco del primo tiro. Gianni i tiri dispari, io i pari....spiace Gianni

ma Giannello se lo beve, qui sulla fessura verticale sopra la lama ad arco (V+)

il secondo tiro è mio, un diedro perfetto, più facile di quello che sembra dal basso, comunque V

Gianni sale il diedro di L2

dietro Gianni segue a ruota Matteo, oggi in forma anche se si lagna un po'

Roberto si lancia sul secondo tiro (grande !), non so se gli sia piaciuto o meno, fatto sta che dopo li lascia tutti a Nicola

e qui viene il bello: Gianni spinto dal suo istinto sceglie di entrare nel camino, una volta all'entrata si accorge dell'inganno e di cosa vuol dire la relazione "lasciarsi scivolare all'interno", lo vediamo scomparire tra lamenti e porconi

Gianni è ancora là dentro, noi in sosta si ride come matti, Ramon ovviamente sceglie l'opzione b: il diedro ad arco, meno esposto, più rapido anche se più difficile

Gianni ha fatto sosta là dentro, mi tocca seguirlo, mi lascio scivolare dentro anch'io

eccomi qui, cammino sul fondo del camino, ci si sta appena (zaino proibito)

in alto appollaiato sui sassi vedo Gianni, non senza porconare anch'io lo raggiungo e così usciamo da questo budello e arriviamo alla cengia

Ramon e Mat già avanti sul sesto tiro (tiro chiave)

Gianni parte per il quinto tiro (V)

Mi tocca il sesto tiro (VI), duro ma ben proteggibile con friends di tutte le misure dal 00 al 2 BD. Qui in sosta recupero Gianni

anche Gianni come me facciamo un po' di treeclimbing per salire la fessura

arriva anche Nicola

Gianni affronta il settimo e ultimo tiro

bella via, ma soprattutto gran ridere e una bella giornata tra amici

la doppia che scende alla cengia mediana

Scendendo ammiriamo la Fessura della Disperazione, ma qui ci vogliono friends più grandi e forse anche palle più grandi...per ora

Informazioni: parete scoperta da Grassi e nominata Sergent per contrapporla al Caporal frequentato dal gruppo di Motti. Nautilus è una delle vie più facili che si possano trovare su questa parete, ma da non sottovalutare per l'assenza pressoché totale di protezioni ad eccezione delle soste, che invece sono a spit. In via 3 chiodi in tutto.
Il Sergent si raggiunge da Noasca, imboccare il tunnel e alla fine uscire a sx, passare la fessura Kosterlitz sulla sx e dopo 300m parcheggiare prima del divieto di accesso (deposito di sale). Continuare a piedi sulla strada asfaltata e dopo 50m (ometti) salire per una placca nel bosco. Salire diritti fra blocchi e pietraie puntando verso destra. Attacco a sx di un diedro con una lama ricurva di 10 m. (15 min)
L1: V+.  Salire la bella lama ad arco  (V+) poi verticalmente la fessura (V+) fino ad un terrazzo ai piedi di alcuni blocchi sotto al diedro (friends 3-4).
L2: V. Salire diritti in una zona a gradoni puntando leggermente verso destra verso il diedro verticale (IV+,1 ch. alla base), salirlo interamente (V)fino ad una placca dove vi è una sosta a spit (friends 1-2).
Qui si può procedere in 2 modi (modo "a" attraverso il camino, percorso originale e caratteristico della via ma un po' particolare, modo "b" lungo il diedro ad arco, più difficile ma meno esposto)
L3a: V+  Traversare la placca a sinistra (V+) fino al bordo del camino e lasciarsi scivolare al suo interno facendo attrito con il corpo (!!). Continuare sul fondo fino a trovare i primi massi incastrati a circa 3-4 m. da terra. Salire in opposizione (faticoso, pareti liscie) fino ai massi e sostarci sopra (III,sosta da attrezzare con cordini), 15m.
L4a: V. Attraversare su una banchetta per i piedi che conduce verso il bordo esterno del camino (vi ritrovate al termine dell'arco che avevate sopra la sosta), salire  (V) alla sosta e continuare verso destra (ciuffi d'erba) seguendo le fessure del canale fino a superare un masso verticale (friend incastrato) (IV) e sostare alla pianta
oppure
L3b: VI  Salire il bel diedro strapiombante ad arco sfruttando (VI,1 ch, microfriends) ed uscire in placca sulla sinistra (1 ch.), salire (V) alla sosta e continuare verso destra (ciuffi d'erba) seguendo le fessure del canale fino a superare un masso verticale (friend incastrato) (IV) e sostare alla pianta
Dalla pianta si sale diritti sulla cengia mediana per poi piegare decisamente verso destra per circa 70 m fino alla base della seconda parte.
L5: V. Salire la placca ascendente verso destra, salire sulla cengia (residuo di spit visibile sopra la cengia), salirci sopra e superare il diedro a dx (IV), deviare a sx superando una placca (V) procedere ancora a sx sino ad un diedro che si segue per lame e fessure alla fine del quale ci si innalza su un muretto (V) e si giunge in sosta alla base del bel diedro.
L6: VI. Salire tutto il diedro, all'inizio facile (V, friend 2) poi sempre difficile con la fessura che si assottiglia (VI), proteggibile con friend piccoli e microfriend, quindi quando si fa più facile attraversare a sx sfruttando una piccola cengetta verso l'alberello. Salire la bella fessura verticale (VI, friends 1-2), fino a quando muore sotto un sasso e piegare a sx sfruttando un ultima fessura verticale (friend 1) per arrivare in sosta.
L7: IV+. Superare verso dx lo speroncino, salire allo strapiombetto (cordone), rivenire sulla sx (IV+) e proseguire ancora a sx per placche e terreno erboso (III+) puntando al grosso pino. La sosta a spit è posta appena sopra, da dove ci si cala.
L8: IV. Volendo si può ancora salire questa lunghezza in fessura ma l'arrampicata risulta poco interessante.
Discesa: dalla sosta di L7 con una calata da 60m si arriva giusti giusti alla cengia mediana. Attraversare verso dx (faccia a valle) fino ad una grossa spaccatura tra "L'ultima follia di Sir bis" e la "Locatelli". Una doppia e si ritorna 50 m sopra l'attacco.
Materiale necessario: friends dal 00 al 4 BD (doppie le misure dal 0,75 al 2), corde da 60m, cordini.