Alpi del Delfinato - Alpes du Dauphiné

 

Massif des Ecrins

Barre des Ecrins, 4102 m
Salita dal Couloir de la Barre Noire, traversata della Barre des Ecrins NE-NW
AD, (III, 1), disl. 1000m, esp. N ****

Informazioni:
La salita più completa che si possa fare sul versante nord della Barre des Ecrins, oltre che la più sicura perchè sempre al riparo dai seracchi. Salita molto varia e abbastanza lunga ma mai impegnativa.
Il primo giorno lasciare l'auto a Pré de Mme Carle, salire per sentiero al réf. Glacier Blanc e quindi prendere quello che porta al Réf. Ecrins (è preferibile quando possibile passare per il ghiacciaio, meno faticoso), 2h30.
Il secondo giorno seguire le indicazioni d'orario del simpaticissimo rifugista e partire per l'evidente traccia che sale per la normale alla Barre. Lasciare la traccia a livello della Brèche des Barres e puntare verso S al triangolo scuro della Barre Noire. Salire tenendosi sulla dx or. del couloir della Barre Noire per evitare qualsiasi scarica dei seracchi posti sulla sx or. La terminale si è passata facilmente sulla dx or. (50°). Salire il bel canale regolare normalmente sulla riva dx (45°), poi obliquare verso dx e sbucare al plateau della Brèche des Ecrins, vista meravigliosa sulla sud.  Continuare per una bozza nevosa che conduce sotto la parete della Barre. Spostarsi 100 m a destra da dove si intravede un colouir. Passare la terminale ed entrare nel canale (50°, qualche passo di misto, II) che porta alla cresta. Continuare sulla cresta mai ripida ma sempre esposta fino alla cima. Discesa per la cresta NW fino al Pic Lory da dove con una doppia (30m) si arriva alla Brèche Lory, da qui per la traccia della normale si scende lungo la pala nevosa. Meglio scendere stando al centro del pendio evitando i seracchi posti sulla sx orografica e raggiungere infine il rifugio.


 

 


 

 

 

Pelvoux - Pointe Puiseux, 3943 m
Salita dal Couloir Coolidge e traversata per il Glacier des Violettes
PD+, (III, 1), disl. 1250m, esp. NW-NE ****

Informazioni:
Bella e lunga traversata molto panoramica. Da fare assolutamente con cielo sereno per gustarsi il panorama a 360° di tutto il Massiccio delle Ecrins e per evitare di perdersi nel ghiacciao sommitale in caso di nebbia. Nonostante la difficoltà contenuta occorre una cerat pratica con l'esposizione e le manovre di corda.
Da Ailefroide (1500m) al ponte risalire al rifugio Pelvoux (2700m) in circa 3h.
Il giorno successiva sveglia alle 3 e risalire le roccette dietro il rifugio poi per ometti risalire in direzione N fino a incontrare il nevaio o la morena sx del Glacier de l'Homme (parecchio ritirato rispetto alle carte IGN, c'è un ultimo piccolo seracco 200 metri sopra). Da qui traversare orizzontalmente sotto le Rocher Rouges e salire il pendio di neve (35°) fino ad una zona pianeggiante a destra della Bosse de Sialouze (3229m). Qui risalire il Glacier de Sialouze stando verso le pareti a destra salendo in direzione dell'evidente Couloir Coolidge (2h dal rifugio). Risalirlo completamente (35°-40°) fino al colle che porta al Glacier du Pelvoux (3830m, 3h40 dal rifugio). Facilmente salire in direzione NW i pendii di neve che portano alla Pointe Puiseux (3943m, 4h dal rifugio).
Dalla cima scendere in direzione E stando al centro del Glacier du Pelvoux, quindi, lasciata la Punta Durand sulla sx, seguire il ghiacciaio che scende in direzione N e cambia nome (Glacier des Violettes). Le relazioni dicono di stare sulla riva sinistra verso i 3500m ma quest'anno (2013) si passa stando al centro e passando l'enorme crepaccio al centro (corpo morto per doppia). Quindi spostarsi sulla riva sinistra per raggiungere una cresta nevosa verso i 3400m, seguirla fino a quando diventa una cresta rocciosa. Scendere la cresta (passi di II) fino ad incontrare degli anelli di cordini per una doppia da 45m. Continuare a scendere lungo la cresta stando sul lato sinistro fino a raggiungere un piccolo colle roccioso (3170m, passi di II, esposto). Da qui con 2 doppie da 30m si scende il couloir in direzione S che porta di nuovo al ghiacciaio, purtroppo a valle dei seracchi. Attraversare il più velocemente possibile il ghiacciaio (rischio crollo seracchi) fino a raggiungere la spalla rocciosa sulla riva destra. A seconda delle condizioni risalire la spalla ai piedi della cresta NE dei Trois Dents (corda fissa e doppia da 40m) o in caso di buon innevamento scendere il piccolo couloir a sinistra della spalla. Scendere il nevaio stando sul lato sinistro fino ad un salt roccioso che si supera con un ultima doppia da 25m. Scendere il Nevaio Pélissier prima quindi passare la morena di sinistra per poi scendere i pendii ripidi del versante E (sentiero, ometti).
Verso quota 2060m il sentiero si divide, il primo che porta alla Vire de Ailefroide scende in direzione E entrando in un boschetto di latifoglie, il secondo che porta a Pré de Madame Carle traversa poi risale la cengia in direzione N per scendere sul Névé des Militaires (soluzione da preferire con gli sci e neve portante ad inizio stagione)
Noi siamo scesi dalla Vire di Ailefroide, un sentiero che segue una larga cengia inclinata, dapprima piacevole sotto le piante, poi il sentiero diviene esposto con qualche passaggio di II. Attenzione a continuare a traversare e scendere in direzione S fino alla fine e mai prendere le tracce di discesa dirette che seguono i vari torrenti in direzione E.