Monte Bianco, 4808 m

Cresta dell' Innominata, D+, 1000 m

In Val Veny, verso il Rif Monzino. Siamo partiti alle 8.30

fin dall'inizio il sentiero non molla mai

Simone sul sentiero ferrato che porta al rifugio

Il rifugio Monzino. A destra niente popo' di meno che la Noire de Peuterey

Salendo sulla morena di sx (or) del ghiacciaio di Brouillard. Sullo sfondo il rif. Monzino

Si costeggia il fianco Brouillard della Punta dell'Innominata e si sale sul ghiacciaio

La salita un po' tormentata sul ghiacciaio. In fondo Mario Monaco (lo abbiamo conosciuto poi al bivacco) da solo, ci ha detto che va a guardarsi la Peuterey... ???

la salita è faticosa, nessuna traccia. La pista è da battere, per fortuna che Simone fa da locomotiva.

Si sale verso destra per poi rimontare sul Pic Eccles (quello a punta davanti) dove c'è il nostro bivacco. In fondo si staglia la Cresta dell'Innominata

crepacci

Il Pic Eccles e dietro l'Innominata

fortunatamente il nostro amico si lega con noi. Ma il giorno dopo scenderà di lì da solo.

Discesa dal bivacco in corda doppia sul ghiacciaio del Brouillard.Partiamo che già fa chiaro. Ce la prendiamo un po' comoda, d'altronde ieri 2200 m di dislivello si sono fatti sentire.

Risalendo il ripido pendio che porta al Col Eccles

La Cresta dell'Innominata illuminata dall'alba.

Caldo sulla cresta affilata del Col Eccles

All'attacco della via

Il Col de Peuterey, a destra l'Aiguille Blanche

Il Col de Peutery a dx e la Cresta de Peuterey a sx....un altro sogno ?

Simone sula cresta iniziale

.... no comment

Caldo nel passaggio chiave della via

Simone sul camino di V+

Le placche sotto le torri rosse della via

Simone uscendo da un camino prima del largo canale nevoso

In fondo il canale nevoso che si attraversa. Qui Simone arriva sullo sperone del Brouillard dopo il pendio ghiacciato a sx.

Caldo dopo il gendarme che porta al pendio di neve finale

La parete finale che porta sulla cresta sommitale

Sulla cresta sommitale. Pensiamo di essere fuori ma la strada per la cima è ancora lunga (ce l'avevano detto in tanti...)

In fondo dove siamo partiti

Arriviamo alle otto di sera in cima al Bianco. Il tramonto è appena finito. Siamo soli e per me e Simone è la prima volta che saliamo in vetta. Lo abbiamo voluto fare per una bella via. Siamo felici.

Discesa dal rif Gouter in mezzo alla tormenta. Era troppo facile con il sole.

Dietro Simone la discesa lungo il sentiero attrezzato che scende dal rif. Gouter.

Sulla strada per il Tunnel del Monte Bianco. Ultimo sforzo: sperare in qualche anima pia che ci riporti in Italia

Informazioni:

Grandissima ascensione sulla immensa parete S del Bianco. Itinerario non evidente e faticoso con molti passaggi su roccia atletici (pass. chiave camino di 40m, 5b) nella prima parte e poi misto e ghiaccio nella parte finale. Necessario affiatamento e condizioni di tempo stabile.


Il primo giorno è già un programma. Si parte dopo i Chalet del Miage nella Val Veny dopo il secondo ponte della strada che porta a Freney (1570 m) e si prende il sentiero che porta al Rif. Monzino (2561 m) attraverso un sentiero attrezzato (F, 2h). Da qui puntare alla cresta SW che scende dalla Punta dell'Innominata e dirigersi verso l'isolotto roccioso che emerge in mezzo al ghiacciaio che si raggiunge verso i 3000 m di quota. Salire tenendosi sulla destra e superando un'intricato dedalo di crepacci. A fine estate evidenti, ad inizio stagione mi sa un po' meno. Quindi restare sulla destar per salire il ripdo pendio che porta al Col du Freney (crepacci molto larghi). Da qui puntare ai bivacchi sul Pic Eccles traversando a sinistra. I bivacchi si trovano a 3852m e sono due: il biv. Crippa più basso e più nuovo (6-9 posti, coperte). l'altro, il biv. Lampugnani  (6-9 posti, coperte) 15 m più alto e più vecchio, noi l'abbiamo trovato aperto con neve all'interno e materassi rotti (AD, 7h con neve da battere). In totale il programmino di riscaldamento del primo giorno sono 2280 m di dislivello per 7-9h di salita che non molla mai.

Passare sotto al biv. Lampugnani e passare sul versante W lato Brouillard. Una doppia da 30 m permette di superare la crepaccia terminale e arrivare sul ghiacciaio. Quindi risalire il ripido pendio di ghiaccio che porta al Col Eccles (4041 m, 1h30). Attraversare a sx la sottile cresta e siamo pronti per la cresta.
La relazione di Damilano è la migliore che ho trovato. Salire direttamente per fessure e camini la cresta (III). Quindi salire un camino di 40m (1ch, cordino, V+, faticoso) ed arrivate ad una stretta cengia sulla sx, percorretela e prendete una fessura obliqua da sx a dx di 5m (1 nut incastrato, IV+) quindi piegate nettamente a sx per raggiungere nuovamente la cresta. Continuare per un sistema di fessure e camini fino alla cresta nevosa che porta alla base delle due torri rosse (III+). Qui continuate per terreno misto un po' infido sotto le torri tenendole sulla dx e guadagnando la il largo canale nevoso che separa la cresta dell'Innominata con la cresta del Brouillard.  Salire il canale nevoso sulla dx fino ad un ch. vecchio e attraversate il canale (scariche sassi) e risalire su terreno misto una piccola costola rocciosa che vi tiene un po' riparati dai sassi, quindi puntare ancora a sx su una costola più alta (misto, sassi instabili) e all'evidente pendio ghiacciato obliquo (non è uno stretto couloir come dice Damilano) sulla sx sotto una torre rossa strapiombante. Salirlo per 2 lunghezze fino allo sperone del Brouillard. Si risale lo sperone per 200m (III) con passaggi di misto e creste di neve passando un caratteristico gendarme di misto delicato che porta al pendio finale di neve/ghiaccio di 150 m che porta sulla cresta sommitale (4655 m, 11h). Continuare verso dx la cresta nevosa, salire il primo risalto roccioso stando sulla dx (rocce instabili, III) quindi continuare la cresta rocciosa successiva e la cresta nevosa che porta ai pendii di neve sul lato N che costeggia il Monte Bianco di Courmayeur (sulla dx) quindi risalite i pendii finali che portano in vetta (4808m, 14h). Noi ci siamo arrivati al tramonto alle otto di sera, tempo calmo, forse un po' freddo, ma tanta gioia dentro.

Siamo scesi verso NW al rif. Gouter attraversando il Dome du Gouter (2h, 3817 m), speravamo di poter riposare, invece tutti i letti occupati ed in cucina i custodi scalmanati che hanno festeggiato l'ultima notte di lavoro della stagione. Quindi abbiamo dormito su un tavolo del rifugio e aspettato la sveglia delle 3 di notte per chi andava in vetta per guadagnarci un posto in dormitorio.... già caldo.
Il giorno dopo siamo scesi alla stazione del Nid d'Aigle lungo il sentiero attrezzato sotto la neve. Il resto è fatto di autostop in successione per ritornare in Val Veny a riprendere l'auto.

 

Bibliografia:
Francois Damilano - Neige, Glace et Mixte Tome 2 - JME
Gino Buscaini - Monte Bianco vol. 1 - CAI TCI