Cresta del Leone, AD, 650 m
Informazioni:
Da Cervinia ci si mette 1h30 al Rif Duca d'Abruzzi (chiuso per lavori), da
Plan Maison si risparmia 30 min. Sfasciumi e nevaietti fino al Colle del Leone,
quindi si raggiungono le placche dove una volta c'era la cheminée crollata, ora
c'è un bel canapone.. Noi ci siamo legati. Siamo arrivati alla Carrel (1800m
disl) in 4h30 da Cervinia. Il rifugio è senz'acqua, o meglio c'è ma è stata
portata su per le guide e i loro clienti. La mattina siamo partiti alle 4,30,
freddo ma stellato. Il Canapone della Sveglia è gelato e scivola nelle mani, poi
la catena anche quella scivola, ci leghiamo. All'uscita troviamo verglas, ci
mettiamo i ramponi. Subito dopo il Vallone dei glacons (III) prendiamo a desta,
forse troppo, di tutti i diedri prendiamo sicuramente il più difficile (V) e il
più ghiacciato, poi si sale per terrazze fino ad attraversare vs sinista sul
mauvais ps, una cengia delicata ma con qualche chiodo e ben appigliata (III), si
arriva al cavo metallico che costeggia il Lenzuolo e poi per terrazze di roccia
marcia (III+) alla Grande Corde che porta finalmente in cresta. D'ora innanzi
non si può sbagliare, si sta preferibilmente in cresta piuttosto verso nord.
Alle 7h15 siamo al Pic Tyndall, due cordate ci seguono. Qui la cresta Tyndall è
più sana, si arriva in spaccata (Enjambée) al pendio finale attrezzato con la
Scala Jordan, faticosa e verticale (40m) e quindi ancora un tratto attrezzato
scivoloso (corda Piovano) e quindi la vetta !! Sono emozionato, il panorama che
si gode lassù è qualcosa di eccezionale. Se non fosse per i canaponi sarebbe
senz'altro la più bella salita della mia vita.
Bibliografia:
Gino Buscaini -
Alpi Pennine vol II - CAI TCI..... perfetto !