Cervino, 4476 m

Cresta del Leone, AD, 650 m

"il a quand meme une belle gueule..." esordisce Clement

davanti alla croce Carrel

il canale che scende in diagonale dalla fascia rocciosa

in vista del Colle del Leone

di fianco al ripido nevaio sotto la Testa del Leone

costeggiando la base della parete E ella Testa del Leone

il Rifugio Carrel si intravede dal Colle del Leone

il Rif Carrel dopo 4h30 da Cervinia

l'accogliente rifugio...fortunatamente siamo in pochi quel giorno, nonostante sia un sabato sera.

la mattina dopo la Corda della Sveglia.... troviamo un po' di verglas

nella zona del Mauvais Pas

salendo alla Grande Corde

alla fine della Grande Corde si arriva sulla cresta. Da qui non si può sbagliare strada

in vista del Pic Tyndall

l'ombra del Cervino sulla "piccola" Dent d'Herens

la cresta Tyndall

dopo l'Enjambée in vista della parete finale

la Scala Jordan, ultima difficoltà sulla parete finale

la cima... due alpinisti stanno scendendo verso la Cresta Hornli

Clement, felice in vetta

lo sguardo verso la Dent d'Herens

uno sguardo sui pendii della parete nord

Caldo esulta alla Mike Bongiorno

Informazioni:

Da Cervinia ci si mette 1h30 al Rif Duca d'Abruzzi (chiuso per lavori), da Plan Maison si risparmia 30 min. Sfasciumi e nevaietti fino al Colle del Leone, quindi si raggiungono le placche dove una volta c'era la cheminée crollata, ora c'è un bel canapone.. Noi ci siamo legati. Siamo arrivati alla Carrel (1800m disl) in 4h30 da Cervinia. Il rifugio è senz'acqua, o meglio c'è ma è stata portata su per le guide e i loro clienti. La mattina siamo partiti alle 4,30, freddo ma stellato. Il Canapone della Sveglia è gelato e scivola nelle mani, poi la catena anche quella scivola, ci leghiamo. All'uscita troviamo verglas, ci mettiamo i ramponi. Subito dopo il Vallone dei glacons (III) prendiamo a desta, forse troppo, di tutti i diedri prendiamo sicuramente il più difficile (V) e il più ghiacciato, poi si sale per terrazze fino ad attraversare vs sinista sul mauvais ps, una cengia delicata ma con qualche chiodo e ben appigliata (III), si arriva al cavo metallico che costeggia il Lenzuolo e poi per terrazze di roccia marcia (III+) alla Grande Corde che porta finalmente in cresta. D'ora innanzi non si può sbagliare, si sta preferibilmente in cresta piuttosto verso nord. Alle 7h15 siamo al Pic Tyndall, due cordate ci seguono. Qui la cresta Tyndall è più sana, si arriva in spaccata (Enjambée) al pendio finale attrezzato con la Scala Jordan, faticosa e verticale (40m) e quindi ancora un tratto attrezzato scivoloso (corda Piovano) e quindi la vetta !! Sono emozionato, il panorama che si gode lassù è qualcosa di eccezionale. Se non fosse per i canaponi sarebbe senz'altro la più bella salita della mia vita.

Bibliografia:
Gino Buscaini - Alpi Pennine vol II - CAI TCI..... perfetto !